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Comprare barca all'estero: la normativa da conoscere

A cosa bisogna fare attenzione quando vuoi comprare una barca all'estero? 

Prima di tutto occorre distinguere se si tratta di un'imbarcazione collocata in uno Stato dell’Ue (Francia, Spagna e così via) o extra Ue (come il Regno unito).

Nel primo caso, se la barca dei nostri sogni è un natante (non soggetta ad iscrizione), l’acquisto sarà molto semplice, in virtù del principio europeo della libera circolazione delle merci.

Se invece si tratta di un’imbarcazione registrata, la compravendita non sarà soggetta a pagamento dell’IVA tra soggetti privati, bensì sarà applicata la VAT del paese di origine se l’imbarcazione è di proprietà di una società.

In ogni caso, alla compravendita verrà applicata l’IVA con l’aliquota del 22% se sussistono due presupposti:

presupposto territoriale, se la cessione del bene è compiuta nel territorio dello Stato italiano;

presupposto soggettivo, secondo il quale il venditore (persona fisica o giuridica) opera nell’esercizio di impresa e svolge cioè un’attività di carattere commerciale in via abituale.

Discorso diverso se il natante si trova in un paese extra Ue.

Una volta in Italia, lo stesso verrà assoggettato alle procedure d’importazione che prevedono il pagamento in sede doganale dell’IVA al 22%.

Si dovrà procedere invece alla iscrizione nei registri navali qualora si tratti di imbarcazione o di nave da diporto. In questo caso il documento di vendita/“Bill of Sale” dovrà essere tradotto e legalizzato nel Paese di origine, con particolare attenzione al documento contenente la dichiarazione di cancellazione dal registro di provenienza, anch’esso da tradurre in italiano e legalizzato.

Allo stesso modo, per la compravendita di natanti si dovrà procedere alla traduzione e legalizzazione della dichiarazione dell’Autorità Governativa di provenienza attestante che per quel mezzo non è prevista alcuna iscrizione presso i registri dello Stato.

Comprare barca all'estero: cosa sono i MYBA MOA e il BILL OF SALE? 

I documenti che non possono di certo mancare quando si decide di comprare una barca all'estero sono il M.O.A e il Bill of Sale.

Nel dettaglio, con il M.O.A. (Memorandum of Agreement) acquirente e venditore disciplinano tutti gli elementi contrattuali relativi alla compravendita dell’unità oggetto di trattativa (prezzo di acquisto, descrizione dello yacht, data di consegna, ispezioni e varie altre clausole atte a tutelare le parti contraenti). Inoltre il M.O.A. contiene clausole standard che disciplinano i diritti e gli obblighi del venditore, i diritti e gli obblighi dell’acquirente e le condizioni generali di vendita.

Il Bill of Sale, invece, rappresenta una mera dichiarazione di vendita unilaterale con la quale si ufficializza la dismissione di proprietà.

In altre parole, riporta tutte le informazioni dell’unità, i nominativi dei venditori e dei compratori, la garanzia che la nave non sia interessata da debiti, liti, gravami ed ipoteche.

Il Bill of sale acquista validità con la firma dall’armatore, autenticata da un Notaio.

Comprare barca all'estero: perché è importante il MOA per la compravendita di yachts 

Il MOA è un accordo giuridicamente vincolante tra le parti.

Trattasi di un formato standard, personalizzabile in base alle esigenze di compratore e venditore, a seconda anche del tipo e dimensioni dello yacht oggetto di compravendita

Al momento della firma del MOA, è prassi che l’acquirente corrisponda un acconto del 10% del prezzo di acquisto, con saldo alla consegna della barca.

Dal canto suo, il venditore dovrà consegnare all’acquirente i documenti necessari per registrare la proprietà dello yacht nel Paese scelto in ossequio alla giurisdizione del luogo.

Quel che è bene sottolineare riguardo al MOA è la clausola avente ad oggetto l’ispezione tecnica dell’imbarcazione e la verifica/accettazione delle sue condizioni (“Survey”).

Quest’ultima nasce al fine di tutelare l’acquirente, stante la circostanza che l’imbarcazione è destinata a restare in possesso del venditore fino alla data di consegna, e dunque a garantire che lo status dello yacht rimanga invariato rispetto a quanto rilevato al momento dell’ispezione.

Altre clausole presenti nel MOA sono:

- vendita subordinata al buon esiti di indagini e/o lavori di riparazione da parte del venditore, prima della consegna;

- inventario di tutti gli elementi inclusi ed esclusi dalla vendita;

- garanzia che lo yacht sia consegnato privo di debiti o gravami di qualsiasi tipo;

- conseguenze di un eventuale inadempimento;

- risoluzione delle controversie.

Comprare barca all'estero:la registrazione di unità da diporto in registro estero 

La convenzione di Montego Bay, luogo ove fu firmata il 10 dicembre 1982, rappresenta il trattato delle Nazioni Unite del diritto del mare, disciplinante le responsabilità nonché i diritti degli Stati nell’utilizzo dei mari e degli oceani. Sono ben 164 gli Stati firmatari della Convenzione, tra i quali l’Italia come Paese ratificatore.

Con tale fonte, tutti i cittadini europei hanno la possibilità di iscrivere la propria unità da diporto presso il registro di un qualsiasi Stato aderente all’Unione, consentendo la navigazione dell’unità anche in acque internazionali, senza alcun limite dalla costa (art. 90).

Il cittadino italiano è tenuto a dichiarare la propria barca iscritta in registro estero nel  quadro “RW” della dichiarazione dei redditi e, qualora non rendesse tale dichiarazione, sarebbe considerato un evasore fiscale.

Cosa devi fare, quindi, quando vuoi comprare una barca all'estero? 

L’aspetto fiscale è importante quando si decide di comprare una barca all'estero, usata o nuova.

E’ obbligatorio compilare il modello RW nel caso in cui una persona fisica detenga una imbarcazione con bandiera extra UE, anche se l’imbarcazione è detenuta in un paese della UE e non produce reddito.

Diverso è il caso di un cittadino italiano proprietario di un’imbarcazione non produttiva di redditi, detenuta nel Paese. Costui non è tenuto ad indicare la barca nel modello UNICO a meno che l’imbarcazione non sia noleggiata a titolo oneroso.

Allorquando, invece, trattasi di barca battente bandiera non Ue, la stessa non può essere detenuta per più di sei mesi, senza essere assoggettata alle norme fiscali Ue e quindi all’IVA.

Rischia di incorrere nel reato di contrabbando, con confisca del mezzo e con l’irrogazione di sanzioni per evasione fiscale, chi detiene una barca battente bandiera extra Ue e non dichiara il passaggio da uno Stato ad un altro, in virtù del fatto che ogni sei mesi esce dalle acque territoriali comunitarie.

Per quanto riguarda, nello specifico, lo yacht battente bandiera comunitaria, detenuto all’estero, deve essere dichiarato nel modello UNICO, in quanto assimilabile ad un investimento estero, che al pari di altri beni immobili, è potenzialmente suscettibile di produrre reddito imponibile in Italia.

Comprare barca all'estero: ecco come possiamo aiutarti 

Lo studio Arnone & Sicomo ha al suo interno un dipartimento di diritto marittimo e della navigazione in grado di assistere italiani e stranieri nella procedura di acquisto di yacht.

Ci occupiamo di guidare il cliente nelle trattative della compravendita di yacht acquistati in Italia o all’estero e lo assistiamo nella redazione degli accordi di trasferimento della proprietà.

Consigliamo il cliente sugli adempimenti fiscali da eseguire al fine di non incorrere in sanzioni penali o tributarie con il fisco italiano o da parte del fisco di Paesi esteri.

Vuoi acquistare una barca o uno yacht in Italia o all’estero? Contattaci.

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