Regolamentazione criptovalute: la normativa italiana

La regolamentazione delle criptovalute trova spazio in Italia nella normativa sul contrasto al riciclaggio di denaro e specificamente nel D.Lgs. 90/2017 introdotto in attuazione della IV Direttiva Antiriciclaggio dell’Unione Europea (Direttiva UE 2015/859).

La fonte richiamata fa riferimento al concetto di “valuta virtuale”, al “prestatore di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale” e ai “prestatori di servizi di portafoglio digitale" (i c.d. wallet providers), definizioni che non troviamo in nessun altro testo normativo, con la conseguenza che le stesse incidono solamente sugli obblighi di antiriciclaggio.

Invero, per valuta virtuale s'intende testualmente: “la rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente”.

Altresì, per prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale si intende: “ogni persona fisica o giuridica che fornisce a terzi, a titolo professionale, servizi funzionali all’utilizzo, allo scambio, alla conservazione di valuta virtuale e alla loro conversione da ovvero in valute aventi corso legale”.

Il D.Lgs. 90/17, inoltre, è di notevole importanza in materia in quanto:

- ha modificato il D.lgs 13 agosto 2010, n. 141, disponendo che le previsioni ed i requisiti per l’esercizio dell’attività di cambiavalute si applicano anche “ai prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale, come definiti nell’articolo 1, comma 2, lettera ff), del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231”, i quali sono altresì tenuti all’iscrizione in una sezione speciale del registro tenuto dall’Organismo degli Agenti e dei Mediatori che raccoglie tutti i soggetti autorizzati ad esercitare l’attività di cambiavalute.

- è intervenuto sul D.L. 167/90, imponendo agli intermediari finanziari ed agli operatori non finanziari di trasmettere all’Autorità i dati inerenti alle operazioni transfrontaliere oltre i 15.000 € avvenute in valuta virtuale.

Regolamentazione criptovalute: i bitcoin vanno dichiarati? 

Con l'interpello n° 956-39/2018 l'Agenzia delle Entrate della Lombardia ha chiarito un punto di notevole importanza per la regolamentazione delle cripto valute, sulla disciplina fiscale applicabile al Bitcoin e sulla necessità di dichiarazione fiscale.

In merito, si è chiarito che la dichiarazione delle criptovalute dipende da quale ipotesi si configura, ovvero:

per le criptovalute detenute presso un intermediario residente in Italia, i bitcoin e le altre criptovalute non vanno dichiarate, in quanto il Fisco è in grado di sapere autonomamente se si posseggono o meno criptovalute;

per le criptovalute detenute al di fuori di un intermediario residente, i bitcoin e le altre criptovalute vanno dichiarate qualora si detengano presso un intermediario residente all'estero oppure qualora si detengano in Italia al di fuori del circuito degli intermediari residenti.

In sostanza, bisogna dichiarare le criptovalute sia che si detengano presso un intermediario risiedente all'estero (ad esempio un exchange wallet con sede negli Stati Uniti) e sia che si detengano presso un wallet (portafoglio elettronico) gestito personalmente dal contribuente.

I bitcoin e le altre criptovalute vanno dichiarate nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, alla voce "Altre attività estere di natura finanziaria", dichiarando il controvalore in euro delle criptovalute al 31 Dicembre del periodo di riferimento.

Infine le criptovalute non sono soggette a tassazione patrimoniale, ovvero all’imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, in quanto tale imposta si applica solo ai depositi e ai conti correnti di natura bancaria.

Regolamentazione criptovalute: le regole della Consob e la comunicazione UIF 

La Consob,  organo che nel nostro Paese si occupa di regolamentare il mercato finanziario mobiliare e tutelare gli interessi degli investitori, ha avviato una consultazione (“documento per la discussione”) volta a delineare il primo approccio regolatorio di impronta domestica delle ICOs (“Initial Coin Offerings”)  e della successiva fase di scambio e negoziazione dei crypto-assetsnei quali investono i risparmiatori italiani.

Il documento per la discussione pubblicato si divide in quattro paragrafi, ovvero:

nel primo, viene fornita una succinta rappresentazione del fenomeno di diffusione delle ICOs e dei connessi aspetti di interesse per la Consob;

nel secondo, si trova un primo esercizio di definizione degli elementi costitutivi del fenomeno in esame;

nel terzo, invece, viene delineato un approccio regolatorio rispetto alle offerte di cripto-attività di nuova emissione;

 nel quarto, viene delineato un approccio regolatorio con riguardo alla fase della successiva negoziazione delle cripto-attività oggetto di preventiva emissione e diffusione al pubblico.

In altre parole, la Consob, con tale consultazione pubblica, ha l'interesse di delineare giuridicamente i criptoasset, da cui derivare i confine tra comportamenti leciti e illeciti.

Da ultimo, in materia di cripto valute, va collocata una recente comunicazione dell’UIF (Unità di informazione finanziaria per l’Italia) sull'utilizzo anomalo di valute virtuali e sul possibile loro utilizzo ai fini di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

Con tale comunicazione, la UIF richiede ai destinatari del D.lgs. 231/2007, di prestare massima attenzione nell'individuazione di operazioni sospette connesse all’uso di valute virtuali e, a tale scopo, evidenzia alcuni profili comportamentali ritenuti "a rischio", tra i quali:

- costituzione anomala della provvista impiegata in acquisti di Virtual asset;

- utilizzo di Virtual asset in operazioni speculative;

- utilizzo di Virtual asset connesso con i sospetti di abusivismo e con violazioni della disciplina in materia di offerta al pubblico di prodotti finanziari e prestazione di servizi di investimento

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