Contrabbando doganale: le norme per gli yachts

Con l'espressione contrabbando doganale, disciplinato dagli artt. 282 e ss. del TU delle Leggi Doganali, si vuole intendere una violazione delle leggi finanziarie, ovvero:

- di norme impositive di dazi sulle merci estere;

- di divieti di entrata e di uscita delle stesse nel/dal territorio nazionale;

- condotte fraudolente relative ai dazi interni di consumo ed ai monopoli di Stato.

Il reato ad esame può palesarsi più frequentemente nei seguenti casi:

- movimento delle merci attraverso i confini di terra e negli spazi doganali;

- movimento delle merci nei laghi di confine;

- movimento marittimo delle merci;

- movimento delle merci per via aeree;

- zone extradoganali;

- indebito uso di merci importate con agevolazioni doganali;

- depositi doganali;

- cabotaggio e nella circolazione;

- esportazione di merci ammesse a restituzione di diritti;

- importazione temporanea.

La normativa altresì dispone, in merito alla sanzione irrogabile, che chiunque, al di fuori dei casi previsti, sottrae merci al pagamento dei diritti di confine dovuti, è punito con la multa non minore di due e non maggiore di dieci volte i diritti medesimi.

Preme rammentare che con i D.Lgs. n. 7/2016 e n. 8/2016 (in vigore dal 6.2.2016) il Legislatore ha trasformato molti reati di cui al codice penale ed alle leggi speciali in illeciti amministrativi, tra i quali il contrabbando doganale.

Pertanto, in virtù della riforma, i reati di contrabbando per i quali era prevista la multa non minore di due e non maggiore di dieci volte i diritti doganali evasi, cosiddetto “contrabbando semplice”, sono ad oggi puniti con una sanzione amministrativa d’importo variabile, da € 5.000,00 ad € 50.000,00. Diversamente, per il contrabbando aggravato resta invariata la pena detentiva, muta esclusivamente la sanzione pecuniaria.

Contrabbando doganale: superamento del limite di appuramento da parte degli yachts extra UE 

Se per la permanenza nelle acque nazionali delle unità da diporto battenti bandiera di uno Stato membro dell'UE non esistono vincoli, per le unità da diporto battenti bandiera di Paesi extra-comunitari, invece, trovano applicazione la Convenzione di Ginevra del 1956 sulla temporanea importazione e la Convenzione d’Istanbul del 15.03.1993.

Il regime doganale di temporanea importazione (c.d. ammissione temporanea) consente agli yachts di Paesi extra EU (comprese le merci non comunitarie) di essere utilizzati nel territorio doganale della Comunità in esenzione (totale o parziale) dei dazi all’importazione, senza essere soggette ad altri oneri ovvero a misure di politica commerciale.

L’ammissione temporanea delle unità da diporto viene riconosciuta alle seguenti condizioni:

che siano immatricolate fuori del territorio della Comunità europea, a nome di una persona stabilita fuori di tale territorio;

che siano utilizzate da una persona stabilita fuori del territorio doganale della Comunità, salvo alcune eccezioni;

può essere utilizzato, se di trasporto stradale, solo per uso privato, non commerciale;

che siano munite della polizza assicurativa sulla responsabilità civile in conto terzi (carta verde).

L’autorizzazione alla temporanea importazione è concessa dall’autorità doganale e la permanenza nelle acque territoriali comunitarie è consentita per un tempo massimo di 18 mesi (cd. termine di appuramento), decorso il quale, l’unità deve lasciare il territorio comunitario al fine di evitare la definitiva importazione ed il pagamento dei relativi tributi doganali, nonché delle sanzioni previste nei casi di “contrabbando doganale”. In merito, si rileva che delle deroghe al periodo predetto sono previste per le unità custodite in rimessaggio.

Pertanto, gli yacht battenti bandiera estera al momento dell’arrivo nelle acque territoriali italiane, devono munirsi del c.d. costituto di arrivo, rilasciato dall’autorità marittima del primo porto di approdo nazionale ed avente la durata di 12 mesi, da rinnovare alla scadenza.

Contrabbando doganale: niente IVA per le operazioni di cantiere su navi e imbarcazioni extra UE 

Le imbarcazioni che temporaneamente vengono importate in territorio italiano, ovvero in Europa, ai fini di attività di lavorazione, manutenzione o assemblaggio, da svolgere in cantiere (che le rendano dunque inutilizzabili alla navigazione), sono esentate dal pagamento dell'Iva all’importazione, in virtù del disposto di cui all’art. articolo 9, comma 1, n. 2), del D.P.R. 633/1972 che considera non imponibili i trasporti relativi a beni in esportazione, in transito o in importazione temporanea.

In questo caso ad applicarsi non sarà più la normativa sulla importazione temporanea ma, piuttosto, di perfezionamento attivo che consente di sottoporre unità da diporto extracomunitarie a lavori di Refit in Italia in regime di non imponibilità Iva.

Invero, per poter usufruire della interruzione del termine di appuramento vanno eseguiti alcuni adempimenti, quali ad esempio una istanza alla competente autorità doganale del luogo dove lo yacht è custodito.

Contrabbando doganale: procedimento amministrativo 

Alla stregua del disposto di cui all'art. 20 Legge n. 689/1981, è possibile procedere a sequestro cautelare finalizzato alla confisca di tali tipologie di beni:

che servirono o furono destinati a commettere la violazione;

le cose che costituiscono il prodotto della violazione;

i beni la cui fabbricazione, uso, porto, detenzione e alienazione integra violazione amministrativa.

Il sequestro di natura amministrativa cautelare, operato dall'agenzia delle dogane, ha inizio con la notifica al destinatario del processo verbale di contestazione della violazione alla normativa doganale, il quale deve contenere a pena di nullità:

- le generalità delle parti;

- le ragioni per cui le autorità doganali abbiano ritenuto sussistere la violazione alle norme doganali contestate;

il termine entro cui la parte può formulare eventuali osservazioni a propria difesa;

indicazione degli operanti;

indicazione del numero e della specie dei sigilli che devono apposti.

Se a seguito dell’opposizione il processo verbale di contestazione viene ritenuto inesatto o errato, viene disposta l’archiviazione del procedimento; se l’opposizione non è accolta, allora l’autorità doganale emetterà un’ordinanza ingiunzione di pagamento.

Contro l’ordinanza - ingiunzione di pagamento e contro il verbale di confisca amministrativa l’interessato può proporre ricorso, a seconda dei casi, davanti al giudice di pace o davanti al Tribunale del luogo competente per territorio.

Il termine per impugnare è di 30 giorni per i residenti in Italia. Di 60 giorni per i residenti all’estero.

Lo Studio Arnone&Sicomo è specializzato in diritto doganale e fiscale internazionale. Assistiamo i cittadini extra EU che abbiano subito il sequestro del loro yacht o dei loro veicoli per superamento del limite di permanenza in Italia dinanzi a tutte le giurisdizioni, compresi i giudizi innanzi alle commissioni tributarie provinciali e regionali.

Hai subito il sequestro o la confisca di uno yacht o di un veicolo e ti viene contestato il contrabbando doganale? Contattaci.

PALERMO | MILANO | ROMA | NAPOLI | CATANIA | CUNEO | TRENTO | LONDRA | ISTANBUL | BRUXELLES | LUSSEMBURGO | MADRID