Evasione fiscale: è reato penale o no?

E' possibile parlare di evasione fiscale e reato tributario solo nel caso in cui l'evasione supera determinate soglie di imposte non versate. Conseguentemente, al di sotto di queste ultime si configura un illecito amministrativo, punibile con alcune sanzioni amministrative.

Rimanendo in tema di evasione e reato, le condotte che si possono qualificare come, appunto, reato sono le seguenti:

- Dichiarazione fraudolenta

Configurabile con la falsificazione delle dichiarazioni dei redditi o Iva, mediante l'inserimento di elementi passivi fittizi o alterando le scritture contabili.

Il reato sussiste se l’imposta evasa risulta superiore a 30mila euro, con riferimento a ciascuna delle singole imposte, ed i redditi non dichiarati superino il 5% del totale o 1,5 milioni di euro.

- Dichiarazione infedele

Trattasi di dichiarazioni non veritiere, diverse da quelle precedenti in quanto prive di un impianto fraudolento.

Il reato è configurabile allorquando l’imposta evasa supera i 150mila euro ed i redditi non dichiarati il 10% del totale o 3 milioni di euro.

- Dichiarazione omessa

Si ha nel caso di mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi, Iva ed anche del 770, entro 90 giorni dalla scadenza.

Il reato si ha solo se l’imposta evasa supera i 50mila euro.

- Omesso versamento IVA e ritenute certificate

Il reato si configura con il superamento della soglia di punibilità di 250mila euro.

- Emissione di fatture false

E' reato emettere fatture o ricevute per operazioni inesistenti, al fine di consentire a terzi l’evasione dell’imposta sui redditi o dell’Iva, a prescindere dall’utilizzazione o meno dei documenti falsi da parte del soggetto ricevente e dall’importo.

- Occultamento o distruzione di documenti contabili o di altri documenti di cui è obbligatoria la conservazione, al fine di non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari.

Con una recentissima sentenza della Terza sezione Penale della Cassazione, la n.12906 del 25 marzo 2019, è stata riconosciuta la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.) nel caso in cui l’Iva evasa superi di poco la soglia di non punibilità dettata dal Legislatore (nel caso specifico la differenza era di poco meno di 10mila euro).

A partire dal 2016 l'Agenzia delle entrate ha termini ben precisi entro i quali accertare l'evasione fiscale.

Nel dettaglio, per le evasioni successive al 1° gennaio 2016, l'accertamento deve avvenire:

- entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione in cui è stata omessa l'indicazione di un compenso o di un corrispettivo;

- entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata la dichiarazione omessa o nulla.

Evasione fiscale: reato e sanzioni 

Descritte ed individuate le azioni che configurano il reato di evasione non resta che occuparci delle sanzioni irrogabili.

Succintamente trattasi delle seguenti:

- Dichiarazione fraudolenta, punibile con la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni;

- Dichiarazione infedele, punibile con la reclusione da 1 a 3 anni (leggi qui più informazioni sulla sottofatturazione);

- Dichiarazione omessa, la sanzione prevista è la reclusione da 1 a 3 anni;

- Emissione fatture false, sanzionabile con la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni;

- Occultamento o distruzione di documenti contabili, perseguibile con la reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Per i reati su descritti non trova applicazione la sospensione condizionale della pena allorquando l’imposta evasa superi il 30% del volume d’affari ed i 3 milioni di euro.

Evasione fiscale: reato e prescrizione 

I tempi di prescrizione dei reati tributari, al fine di combattere il grave fenomeno dell'evasione fiscale, sono stati interessati da diverse riforme sicché oggi la prescrizione dell'evasione fiscale varia a seconda di quale sia la condotta illecita effettivamente posta in essere.

Invero, per i reati commessi successivamente al 17 settembre 2011 vige un regime differenziato, ovvero i tempi di prescrizione variano da sei, otto o dieci anni.

I tempi di prescrizione di 6 anni (7 anni e mezzo nei casi di interruzione) valgono per i seguenti reati:

omesso versamento delle ritenute;

omesso versamento dell’Iva, anche se per l'indebita compensazione e la sottrazione fraudolenta si arriva ad un periodo di sette e mezzo in caso di interruzione.

Per tutti gli altri reati inerenti al fisco succitati, quali dichiarazioni fraudolente, dichiarazione infedele, omessa presentazione, occultamento o distruzione di scritture contabili, emissione di fatture false e via discorrendo, il periodo prescrizionale è di 8 anni ed arriva a 10 in caso di cause interruttive.

Sei stato accusato di evasione fiscale o ti è stato notificato un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle entrate? Contattaci.

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