Separazione consensuale

Separazione consensuale: il divorzio breve 

La separazione consensuale è legata alla riforma sul divorzio breve, che ha rappresentato una svolta epocale per tutti coloro che intendano mettere fine alla propria esperienza coniugale, grazie alla introduzione di tempi più rapidi di definizione delle procedure di separazione.

Più specificamente:

- per la separazione giudiziale occorrerà 1 anno, in luogo dei tre anni previsti nella disciplina passata, decorrente dalla comparizione dei coniugi innanzi al Presidente del Tribunale;

- per la separazione consensuale occorreranno invece 6 mesi, in luogo di un anno previsto in passato, a prescindere dalla presenza di figli o se nata inizialmente come contenziosa.

Modifiche introdotte anche alla disciplina sullo scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi.

Mentre in passato lo scioglimento si concretizzava con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione, con la riforma la dichiarazione di scioglimento è anticipata al momento in cui il Presidente del Tribunale, all’udienza di comparizione delle parti, autorizza la coppia a vivere separata (separazione giudiziale), ovvero alla data di sottoscrizione del verbale di separazione omologato, nel caso di separazione consensuale.

L’ordinanza con la quale i coniugi vengono autorizzati a vivere separati va trasmessa all’Ufficiale di stato civile per l’annotazione dello scioglimento della comunione dei beni sull’atto di matrimonio.

Separazione consensuale: i vantaggi 

Divorziare implica necessariamente il dover affrontare un primo step, rappresentato dalla separazione consensuale o giudiziale dei coniugi. Costoro potranno optare per la separazione giudiziale, nel caso in cui non riescano a conciliare sulle loro rispettive posizioni, rendendo dunque necessario il ricorso al Giudice, o per la separazione consensuale qualora trovino un accordo su tutti gli aspetti matrimoniali, economici e personali.

La separazione consensuale risulta più vantaggiosa, in quanto:

evita le lungaggini processuali, riducendo enormemente i costi, legati alla necessità di dover introdurre un giudizio;

è possibile divorziare già dopo 6 mesi dalla separazione;

non necessita di alcun ricorso al Tribunale, in quanto consente ai coniugi di ricorrere per la separazione: o al Comune o alla negoziazione assistita mediante intervento dei rispettivi avvocati. raggiunto un accordo sulla separazione, è possibile per la coppia formalizzare immediatamente l’interruzione della convivenza, sospendendo così alcuni effetti del matrimonio.

Per la separazione consensuale sono previste, dunque, 3 procedure:

- in Tribunale, in un’unica udienza. Il Presidente del Tribunale, tentata la conciliazione tra le parti, se questa fallisce, da lettura dell’accordo raggiunto tra gli sposi e lo fa sottoscrivere, dichiarando così la separazione. Il procedimento si conclude con l’omologazione del provvedimento;

- in Comune, se la coppia non ha figli minorenni e negli accordi non è contemplato il trasferimento di immobili. La procedura è gratuita e veloce e non richiede la presenza di avvocati. In questo caso, sarà il  Sindaco che, tentata la conciliazione, se questa fallisce, fisserà un appuntamento alla coppia, dopo 30 giorni, per proclamare la separazione;

- negoziazione assistita dagli avvocati. In quest’ultimo caso i coniugi si separano sottoscrivendo un accordo – al pari di un qualsiasi contratto che può essere stipulato anche se la coppia ha avuto figli o è previsto il passaggio di proprietà di uno o più immobili.

Accordi di separazione consensuale: contenuto minimo essenziale 

La legge non richiede particolari requisiti per l’accordo di separazione consensuale: è sufficiente che i coniugi prestino il loro consenso e siano d’accordo su quelli che sono gli aspetti fondamentali del rapporto coniugale.

L’accordo, deve avere un contenuto minimo essenziale:

- il consenso alla separazione, con conseguente interruzione della convivenza;

- l’assegnazione della casa familiare;

- disposizioni sul mantenimento del coniuge più debole. In questo caso, le parti sono libere di determinare lamisura dell’assegno di mantenimento in base a quanto da queste ritenuto congruo e opportuno;

- in presenza di figli minori, la regolamentazione del loro affidamento e mantenimento;

- contenuto eventuale.

Dal momento a partire dal quale il Tribunale omologa l’accordo, la separazione consensuale produce i suoi effetti tra i coniugi, personali e patrimoniali.

I coniugi, se erano in regime di comunione dei beni, passeranno al regime di separazione dei beni, acquisendo lo status di “coniugi separati”. Non potranno comunque sposarsi prima del divorzio giudiziale o del divorzio consensuale, e nel caso di decesso di uno,  l’altro sarà riconosciuto erede.

Tra il momento della separazione consensuale e la dichiarazione di divorzio, sarà sempre possibile modificare lecondizioni di separazione, a condizione che siano sopraggiunte circostanze non presenti al momento della separazione.

Per maggiori informazioni sulla separazione consensuale, contattaci.

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