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Flagging Out: Sequestro, Rischi fiscali e Quadro RW

Cosa significa “Flagging Out”?

Il fenomeno del flagging out consiste nella registrazione di yacht e imbarcazioni da diporto sotto bandiera estera (bandiera di comodo), spesso in Paesi extra UE a fiscalità privilegiata, da parte di soggetti fiscalmente residenti in Italia.

Molti armatori scelgono registri navali stranieri per:

  • ottenere vantaggi fiscali;
  • ridurre costi di gestione;
  • beneficiare di normative più flessibili;
  • aumentare la riservatezza patrimoniale.

Tra le giurisdizioni più utilizzate vi sono:

  • Isole Cayman;
  • Marshall Islands;
  • Malta;
  • Delaware;
  • Panama;
  • Isole Vergini Britanniche.

Tuttavia, negli ultimi anni le autorità italiane hanno intensificato i controlli su yacht registrati all’estero ma utilizzati stabilmente in Italia da soggetti residenti fiscalmente nel territorio italiano.

Flagging out e obblighi fiscali: Quando scatta il controllo della Finanza?

E’ recente la notizia di una imponente operazione di accertamento fiscale denominata “Red Jack” compiuta dalla Guardia di Finanza, in cooperazione con l’Agenzia delle Entrate, nella quale numerosi sequestri di yacht in Sardegna sono stati posti compiuti.

Molti armatori pensano che, data la registrazione all’estero del proprio yacht, non sussistano per loto obblighi fiscali. Ma non è così. Al contrario, proprio questi armatori sono quelli più soggetti a verifiche fiscali da parte della Guardia di Finanza.

Secondo la normativa fiscale italiana, infatti, il semplice fatto che uno yacht sia registrato all’estero non esclude obblighi dichiarativi in Italia.

Quando il proprietario effettivo è fiscalmente residente in Italia, lo yacht può essere considerato un bene estero soggetto a monitoraggio fiscale.

Quadro RW: Obblighi di dichiarazione degli Yacht Esteri

Il Quadro RW è la sezione della dichiarazione dei redditi dedicata al monitoraggio fiscale degli investimenti e dei beni detenuti all’estero da soggetti residenti in Italia.

L’art 4, comma 1, del d.l. 167 del 1990 prevede per persone fisiche, enti non commerciali e società semplici ed equiparate, residenti in Italia, l’obbligo di indicare nella dichiarazione annuale dei redditi gli investimenti detenuti all’estero e suscettibili di produrre redditi in Italia.

L’Agenzia delle entrate ha precisato, con circolare n. 43 del 10 ottobre 2009 (Emersione di attività detenute all’estero), che l’indicazione delle attività finanziarie detenute all’estero nel quadro RW deve intendersi estesa anche alle ipotesi in cui la produzione di redditi tassabili sia solo astratta o potenziale.

Ciò significa che, il possesso di una imbarcazione o nave estera da parte di una persona fisica residente costituisce un elemento potenzialmente suscettibile di produrre redditi imponibili in Italia. Pertanto, ai fini del solo monitoraggio fiscale, le imbarcazioni e le navi da diporto estere sono identificate nel quadro RW con il codice “16 – Beni Mobiliari Registrati (es. yacht e auto di lusso)”.

L’obbligo di compilazione sussiste anche per le società semplici residenti e per gli enti non commerciali residenti.

Omessa dichiarazione barca Quadro RW: Rischi

In caso di omessa segnalazione dell’imbarcazione con bandiera estera nel quadro RW del Modello unico persone fisiche, l’art. 5 co. 2 del Dl 167/90 stabilisce per le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale una sanzione dal 3 al 15% dell’importo non dichiarato.

Le sanzioni aumentano notevolmente nel caso di beni detenuti in Paesi black list o extra UE.

I medesimi obblighi di segnalazione fiscale, da ottemperare attraverso la compilazione del quadro Rw permango anche laddove l’imbarcazione sia detenuta tramite un contratto di leasing.

Yacht nascosti al fisco: Quali Sono i Rischi dell’omessa dichiarazione?

Molti proprietari di yacht ritengono, come abbiamo detto, che l’intestazione a una società straniera sia sufficiente per evitare obblighi fiscali italiani.

In realtà, le autorità verificano:

  • l’utilizzatore effettivo dello yacht;
  • il porto abituale di stazionamento;
  • le spese sostenute;
  • gli equipaggi;
  • i pagamenti di manutenzione;
  • i flussi bancari internazionali;
  • la reale attività della società estera.

In presenza di anomalie, possono essere contestati:

  • omessa dichiarazione di attività estere;
  • evasione fiscale internazionale;
  • interposizione fittizia;
  • esterovestizione;
  • riciclaggio o autoriciclaggio;
  • violazioni doganali e IVA nautica.

Come Evitare il Sequestro di uno Yacht Registrato all’Estero

Per ridurre il rischio di sequestri e contestazioni tributarie è fondamentale:

  • verificare gli obblighi di monitoraggio fiscale;
  • compilare correttamente il Quadro RW;
  • dimostrare la reale operatività della società estera;
  • conservare documentazione bancaria e societaria;
  • analizzare la posizione IVA e doganale dello yacht;
  • valutare il regime fiscale applicabile;
  • effettuare una due diligence preventiva.

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