Cos'è la filiazione e come è cambiata la legge?
La filiazione è quel rapporto che intercorre tra una persona fisica ed i soggetti che l’hanno
concepita o adottata, dal quale scaturiscono particolari effetti giuridici.
Tale materia è da sempre uno dei campi più delicati e complessi del nostro ordinamento giuridico.
Fino alla riforma del diritto di famiglia avvenuta nel 1975, la materia poggiava prevalentemente sulla differenza sostanziale tra filiazione legittima (genitori legati da un vincolo matrimoniale), naturale o illegittima (genitori non legati da un vincolo matrimoniale) e adottiva.
Con la riforma epocale del 2013 tutto è cambiato!
La riforma del 2013 ha portato con sé una ventata di rinnovo nell’architettura giuridica della
filiazione.
Non solo ha cancellato la distinzione tra figlio legittimo e naturale, nel rispetto del principio di eguaglianza, bensì ha concentrato l’intera disciplina normativa, fatta di diritti e doveri, sotto l’unica parola “figlio”.
Ciò ha rappresentato una svolta epocale, ovvero un mutamento non solo terminologico ma
sostanziale dello status di figlio.
Più nel dettaglio, i diritti estesi ai figli naturali a seguito della riforma sono stati:
- Diritto successorio. Oggi i figli naturali concorrono all’eredità al pari dei figli legittimi;
- Diritto di instaurare rapporti di parentela sia con la famiglia del padre che con quella della
madre;
- Diritto ad essere ascoltato, una volta compiuti i 14 anni, in tema di riconoscimento
materno/ paterno. Tale diritto è stato esteso anche ai figli incestuosi, prima concesso invece solo se i genitori ignoravano di essere parenti al momento del concepimento.
Figli nati fuori dal matrimonio: quando hanno diritto all'eredità?
Conformemente al disposto di cui all’articolo 573 c.c., il presupposto per la successione dei figli nati fuori dal matrimonio è che gli stessi siano stati riconosciuti o giudizialmente dichiarati.
In altre parole, se il riconoscimento è stato fatto da un solo genitore o se, rispetto ad un solo genitore, la filiazione è stata giudizialmente dichiarata, non sorgeranno diritti successori rispetto all’altro genitore.
In merito, preme precisare che riconoscere un figlio non è obbligatorio, bensì un atto volontario.
Dunque, non si può essere perseguiti penalmente se si decide di non riconoscere un figlio; anche se ciò non esclude che il riconoscimento possa avvenire, appunto, a seguito di accertamento giudiziale di paternità e quindi con sentenza del tribunale.
I figli nati fuori dal matrimonio non riconosciuti avranno diritto quindi ad accedere ai lasciti e quote di legittima, soltanto dopo l’accertamento della filiazione in sede giudiziale.
In aggiunta a quanto sopra, vi sono poi i cd. figli non riconoscibili, ovvero coloro che, fuori dal matrimonio, non possono essere riconosciuti per ragioni legali, come ad esempio per incesto.
Ciononostante, i figli incestuosi, possono acquistare lo status filiationis attraverso l'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità e maternità ed anche agire in giudizio per far valere i propri diritti al mantenimento, all’istruzione ed anche all’educazione e, se maggiorenne, ed in stato di bisogno, anche il diritto agli alimenti.
Sono inoltre non riconoscibili: i) i figli il cui genitore non ha ancora compiuto i sedici anni, in mancanza dell'autorizzazione del giudice al riconoscimento; ii) quelli infraquattordicenni non riconosciuti per mancanza del consenso dell'altro genitore, in mancanza dell'autorizzazione del tribunale.
In ogni caso in cui non può proporsi l'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità, il figlio naturale nato fuori del matrimonio può agire per ottenere il mantenimento, l'istruzione e l'educazione e, se accertato lo status di figlio giudizialmente, avrà anche diritti
successori. [link a : https://arnonesicomo.it/news/139/successione-ereditaria]
Riconoscimento di paternità ed eredità post mortem: come funziona?
Il riconoscimento di paternità post mortem è possibile solo a seguito di un giudizio di accertamento, da incardinarsi innanzi al Tribunale civile competente per territorio.
Nel dettaglio.
La competenza a decidere sulla domanda di dichiarazione giudiziale di paternità (o maternità) spetta al Tribunale del luogo dove risiede il presunto genitore o, qualora quest'ultimo sia morto, dove risiede uno dei suoi eredi. Nel caso in cui il figlio sia minorenne la competenza spetta al Tribunale per i minorenni del luogo dove il presunto genitore risiede.
In un giudizio siffatto, tuttavia, la sola dichiarazione della madre e la sola esistenza di rapporti tra la madre e il preteso padre all’epoca del concepimento non costituiscono prova della filiazione, secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione.
In caso in cui l’azione giudiziale volta al riconoscimento dello status di figlio venga incardiniata dopo il decesso del presunto padre, la domanda per la dichiarazione di paternità naturale può essere proposta, ai sensi dell’art. 276 c.c., nei confronti dei suoi eredi.
Eredità dei figli nati fuori dal matrimonio: come possiamo aiutarti?
Lo studio legale Arnone&Sicomo ha al suo interno un dipartimento di diritto di famiglia e
successioni. Gli avvocati del nostro team sono specializzati in successioni internazionali e si
occupano da anni di casi complessi che riguardano il riconoscimento giudiziale di paternità o maternità.
Siamo consapevoli di quanto per un figlio possa essere drammatico non essere stato riconosciuto,
rimanendo privato in questo modo dei diritti che per legge gli spettano. Cerchiamo di soddisfare al
meglio le richieste dei nostri clienti, facendo il possibile anche per ottenere il massimo
risarcimento dei danni subiti a causa del mancato riconoscimento della paternità.
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