Cyberstalking

Stalking e cyberstalking 

Il reato di “STALKING” (articolo 612 bis c.p), introdotto in Italia dalla Legge n.38/2009, punisce tutte quelle condotte persecutorie e di interferenza nella vita privata di una persona, tali da determinare nella persona offesa un “perdurante e grave stato di ansia o di paura”, ovvero un fondato timore per la propria incolumità o per quella di persone a lei vicine, oppure costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena per il reato in questione è della reclusione da sei mesi a quattro anni ed un aumento è previsto qualora il fatto sia commesso nell’ambito familiare (art. 612-bis, comma 2) o qualora sia commesso in danno di particolari soggetti c.d. deboli, quali i minori, le donne in stato di gravidanza o i disabili (art. 612-bis, comma 3).

Ma, la molestia nella vita di relazione è sempre esistita.

Soltanto che, oggi, con l’estendersi dell’uso delle tecnologie informatiche e dei social network si è diffusa anche alle relazioni telematiche. Da qui l’esigenza, da parte della dottrina e del legislatore, di affrontare quello che un tempo veniva considerato un problema di marginale importanza.

Con Decreto Legge 14 agosto 2013, n. 93 convertito in Legge 15 ottobre 2013, n. 119, il legislatore italiano ha, infatti, teso a rendere più incisivi gli strumenti della repressione penale dei fenomeni di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e di atti persecutori (stalking).

Cyberstalking: cos’è? 

Avendo caratteristiche del tutto peculiari, lo stalking telematico è stato ribattezzato cyberstalking.

Senza distinzioni di età e condizioni socioculturali, il cyberstalking, rappresenta oggi la manifestazione più moderna ed evidente dell’incapacità di gestire una relazione sentimentale. Il cyberstalker è in grado di entrare nella vita della vittima attraverso l’uso di un monitor, e rimanervi a lungo.

Ciò in quanto la rete, proprio per le sue caratteristiche, offre spazi molto ampi di comunicazione e interazione tra persone, spesso sconosciute.

Il mezzo informatico offre al cyberstalker diverse e più ampie modalità di azione: l’invio costante e di grandi quantità di e-mails e messaggi alla persona offesa; l’invio di messaggi o e-mail dal contenuto offensivo e lesivo della psiche della vittima (spamming); l’intrusione nel sistema informatico della vittima tramite programmi volti ad assumerne il controllo (trojan horses) o a danneggiarlo (virus); la diffusione sulla Rete di informazioni dai contenuti lesivi ed offensivi riguardanti la vittima.

Si pensi che, recentemente la Corte di Cassazione, è arrivata addirittura a sostenere che insultare e inviare messaggi minatori su Facebook sempre alle stesse persone può integrare il reato di stalking e non quello meno grave di diffamazione, se le azioni sono in grado di provocare uno stato di ansia e di paura nei destinatari.

Cyberstalking: cosa fare se si è vittime di questo reato? 

Di fronte alla illusoria supposizione da parte del cyberstalker di una “garanzia di anonimato”, diversi sono gli strumenti che oggi consentono di indagare su chi sia effettivamente l’autore del reato.

Prima ancora di procedere alla denuncia, è consigliabile raccogliere le prove degli atti persecutori sopratutto se perpetrati attraverso l’uso di strumenti tecnologici o informatici (cellulari o computer), o anche attraverso l’uso di forum o social network. Cellulari e computer contengono, infatti, una grande quantità di informazioni sul proprietario, sulle sue abitudini, su cosa ha fatto, sui suoi contatti e, tutte queste informazioni, possono costituire prova del reato in un processo penale.

La mancanza di prove, nell’ambito di un processo penale, potrebbe, infatti, determinare il rischio che le indagini poste alla base della denuncia vadano a vuoto, stante le difficoltà di identificare l’autore del reato. Costui potrebbe infatti aver cancellato le prove del fatto commesso ancor prima della presentazione della denuncia, ostacolando di fatto la sua identificazione.

L’uso di metodologie forensi a fini investigativi, da parte di professionisti esperti, consentirà di acquisire prove che rimarrebbero altrimenti sconosciute. Prove che, allegate alla denuncia, saranno producibili in giudizio.

Il tutto, ovviamente, senza dimenticare quei semplici accorgimenti tecnici e di comportamento che dovrebbero ispirare gli utilizzatori del web.

Stalking e cyberstalking: gli aiuti alle vittime 

Chi subisce molestie ripetute e continuative ha necessità di riservatezza ma anche e soprattutto di soccorso e sostegno psicologico.

Non si può ignorare il fatto che spesso le vittime di questo genere di reati piombano in un vero e proprio stato di disperazione, alimentato dalla preoccupazione di non riuscire a recuperare la propria vita.

Riconoscere l’impatto che questo genere di reati può avere nel breve e nel lungo termine non sempre è facile e spesso richiede il dover affrontare un percorso di recupero della persona umana lungo, se non altrimenti doloroso.

Sei vittima di stalking o cyberstalking? Ritieni di essere stato accusato ingiustamente di questi reati? Per informazioni contattaci.

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