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E' legale drogarsi? La legge sulla droga in Italia

Il Testo Unico 309 del 1990 è la fonte nazionale che regola la produzione, il commercio e uso delle sostanze stupefacenti, nonché la repressione delle attività illecite, prevenzione delle tossicomanie e la cura delle persone tossicodipendenti: da qui possiamo partire per esplorare la legge sulla droga in Italia.

Le sostanze stupefacenti vengono classificate legali o meno a seconda della loro collocazione negli elenchi stilati, periodicamente, dal Ministero della Sanità; dunque, l'illegalità non dipende dai loro effetti.

Più precisamente, sono illegali in Italia le seguenti sostanze:

⦁ Eroina;
⦁ Derivati della cannabis (hashish, marjuana);
⦁ Cocaina;
⦁ Allucinogeni;
⦁ Estasi e prodotti analoghi.

La pena irrogata, di cui all’articolo 73 del Testo Unico, è la reclusione dai 6 ai 20 anni e la multa da euro 26.000 a euro 260.000.

Quanto precede non trova però applicazione nel caso di solo e mero uso personale di sostanze vietate. Nel caso in cui si palesi l’uso di droghe nel corso di indagini da parte dell’indagato, le forze dell’ordine sono tenute a segnalare il soggetto al SER.T., ai fini di un eventuale recupero, del tutto facoltativo.

Contrariamente, ad essere ammessa è la produzione, il trasporto, la prescrizione e l’uso dei farmaci ad azione stupefacente a scopo terapeutico, presenti nell’elenco del Ministero. Le stesse, dispongono di un trattamento differente, o meglio sono considerate lecite previa autorizzazione specifica da parte dello Stato.

Più specificamente.

Le sostanze stupefacenti in Italia sono classificate in cinque tabelle:

Le tabelle I, II, III e IV sono collegate al sistema sanzionatorio per gli usi illeciti e vi sono elencate le sostanze stupefacenti e psicotrope poste sotto controllo nazionale e internazionale. Vi rientrano altresì le preparazioni contenenti le sostanze elencate in ciascuna di tali tabelle, in conformità alle modalità di cui alla Tabella dei medicinali.

La quinta tabella o “Tabella dei medicinali” è quella di interesse per il Farmacista e vi sono inseriti i medicinali di corrente impiego terapeutico ad uso umano o veterinario.

La legge sulla droga in Italia: le droghe depenalizzate

La depenalizzazione delle droghe è un argomento sempre molto attuale. E' recente la pronuncia di inammissibilità del referendum sulla depenalizzazione della cannabis (ovvero la pianta di canapa) in Italia da parte della Corte Costituzionale.

In Italia, l’unica modalità legale per assumere tale sostanza è l’utilizzo di farmaci a base di cannabinoidi (realizzati dalle farmacie a partire da fiori di cannabis essiccati e sminuzzati) prescritti necessariamente da un medico.

Inoltre, per la marijuana è consentito l’uso ricreativo.

Più nel dettaglio, la legge consente di coltivare semi di canapa Sativa destinati alla produzione di fibre tessili o usi industriali, che devono però essere certificati e tracciabili. In ambito alimentare, vi sono poi alimenti che si possono ricavare dalla Canapa, purché rientrino nei livelli di THC che devono essere compresi, affinché la marijuana si possa ritenere legale o light, tra lo 0,2% e lo 0,5%. In tale caso, i consumatori non potranno essere puniti se acquistano e utilizzano prodotti tracciabili con livelli di THC non superiori a quelli considerati legali.

Anche la coltivazione di piccolissime quantità in casa di cannabis è stata interessata da una depenalizzazione da parte delle Sezioni Unite della Cassazione, con specifico riferimento alla coltivazione a solo uso personale; attualmente inquadrabile come reato amministrativo e non più penale.

La legge sulla droga in Italia: la cannabis light 

Si definisce “light” quella sostanza equiparabile alla cannabis ed ai suoi derivati, con una concentrazione molto bassa di THC, che sfrutta le proprietà rilassanti, anticonvulsivanti, antidistonici, antiossidanti e antinfiammatorie del CBC.

Il 12 gennaio 2022 è stato approvato un decreto interministeriale mirato a regolare la produzione di foglie e infiorescenze nelle piante di canapa. A prima lettura, il decreto sembra imporre il divieto al consumo della “cannabis light”, cioè le infiorescenze di canapa a contenuto legale di THC, equiparandola alle sostanze stupefacenti. Va evidenziato, tuttavia, che il decreto ha natura puramente amministrativa e non può essere equiparato alla valenza che hanno misure legislative. Di fatto, al momento, è assolutamente ininfluente perchè non ha la stessa valenza di una legge.

La legge sulla droga in Italia: cosa può fare il nostro studio?

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