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Art. 130 codice di giustizia contabile

Art. 130 codice di giustizia contabile: i riti speciali 

Il Decreto Legislativo n. 174/2016, al Titolo V del Codice di Giustizia Contabile, disciplina i procedimenti speciali di responsabilità alternativi al giudizio ordinario, meglio noti come Riti Speciali. Più nel dettaglio:

- Articolo 130, Rito Abbreviato;
- Articoli 131 e 132, Procedimento Monitorio;
- Articoli 133-136, Procedimento Sanzionatorio Pecuniario.

Riti tutti istituiti per fronteggiare le esigenze di economia processuale, per ridurre i tempi di definizione delle controversie, per disincentivare il contenzioso, nonché per garantire un incameramento certo ed immediato di somme in favore dell’erario.

Art. 130 codice di giustizia contabile: l'ambito di applicazione 

Ai sensi del disposto di cui all’art. 130 del D.Lgs. n. 174/2016, il rito abbreviato consente la definizione del giudizio di responsabilità:

- in primo grado: il convenuto in primo grado, acquisito il previo e concorde parere del pubblico ministero, puo' presentare, a pena di decadenza nella comparsa di risposta, richiesta di rito abbreviato alla sezione giurisdizionale per la definizione alternativa del giudizio mediante il pagamento di una somma non superiore al 50 per cento della pretesa risarcitoria azionata in citazione;

- in appello: i soggetti nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di condanna possono chiedere alla competente sezione di appello, acquisito il previo e concorde parere del pubblico ministero, che il procedimento venga definito mediante il pagamento di una somma non inferiore al 70 per cento del danno contestato in citazione.

Il comma 4 dell'art. 130 prevede una sola ipotesi di esclusione del rito ad esame, ovvero nei soli casi in cui il convenuto abbia trattenuto per sé, totalmente o parzialmente, il provento dell’illecito (“doloso arricchimento del danneggiante”).

Art. 130 codice di giustizia contabile: il procedimento 

In riscontro alla richiesta di rito abbreviato, il Presidente fissa l'udienza in camera di consiglio con decreto che viene comunicato a cura della segreteria alle parti costituite.

Il collegio, con decreto in camera di consiglio, sentite le parti, delibera in merito alla richiesta, motivando in ordine alla congruita' della somma proposta, in ragione della gravita' della condotta tenuta dal convenuto e della entità del danno.

⦁ Nel caso di accoglimento della richiesta, il collegio determina la somma dovuta e stabilisce un termine perentorio non superiore a trenta giorni per il versamento. All’esito del pagamento, il giudizio viene definito con sentenza inoppugnabile;

⦁ Nel caso di rigetto, ovvero in caso di omesso pagamento della somma fissata ai sensi del comma 7, il giudizio prosegue con il rito ordinario (art. 130 del codice di giustizia contabile comma 10).

E’ di tutta evidenza come il rito abbreviato, evoluzione più lineare ed efficace di precedenti e similari istituti, ad oggi, rappresenti un’idea originale del Legislatore, con evidente riscontro positivo, stante la pacifica concretizzazione dei principi ispiratori. Tutto ciò con una spiccata differenza, rispetto al passato, data dalla possibilità di una definizione del giudizio di responsabilità tanto in primo grado quanto in appello.

Art. 130 codice di giustizia contabile: la Sentenza N.28436/2019 

Nel parlare dell'articolo 130 del codice di giustizia contabile e nel trattare i riti speciali, con particolare attenzione al rito abbreviato, non può non menzionarsi una recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 28436/2019, di notevole rilievo per i principi di massima statuiti, concernenti il riconoscimento della restituzione delle somme all’ente anche in presenza di definizione agevolata.

Invero, nel caso di specie trattato, la Cassazione ha concluso motivando che il dirigente che abbia percepito indebitamente delle somme oltre la propria indennità personale è tenuto a restituirle in toto all'ente di appartenenza. La circostanza che costui abbia optato per la definizione agevolata in sede di giudizio per responsabilità erariale non preclude la legittimità dell'azione civile dell'ente diretta al recupero di quanto percepito in eccesso.

Di talché, la definizione agevolata non può costituire una ragione per consolidare i benefici creati in modo illegittimo, con conseguenti effetti positivi per il pubblico erario, altrimenti pregiudicato in sede di giudizio dagli inqualificabili benefici normativamente riservati ai responsabili del danno.

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