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Responsabilità genitoriale in Unione Europea: le novità 2021/2022

Responsabilità genitoriale Unione Europea: il Regolamento Bruxelles 2ter 

Il Regolamento 2019/1111, pubblicato in data 2 luglio 2019 sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, relativo alla competenza, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale in unione europea, e alla sottrazione internazionale di minori, rappresenta la fonte destinata a sostituire, a far data dal 1° agosto 2022, l’attuale Regolamento 2201/2003 meglio noto come Bruxelles II-bis.

Con il Regolamento “Bruxelles II-ter” si compie un passo ulteriore nel percorso della revisione degli atti di diritto internazionale privato dell'Unione Europea.

Pur confermando lo stesso ambito di applicazione e la struttura generale del regolamento precedente, contiene numerosi emendamenti ed integrazioni.

Responsabilità genitoriale Unione Europea: la competenza giurisdizionale 

Per quanto concerne la competenza giurisdizionale in materia di responsabilità genitoriale in unione Europea, occorre guardare agli artt. 7, 8 e 9 del Regolamento 2019/1111.

Alla stregua dei predetti articoli, le autorità giurisdizionali di uno Stato membro sono competenti per le domande relative alla responsabilità genitoriale su un minore se, quest’ultimo, risiede abitualmente in quello Stato membro alla data in cui sono adite.

In caso di lecito trasferimento della residenza di un minore da uno Stato membro ad un altro che diventa la sua residenza abituale, permane la competenza giurisdizionale dello Stato membro della precedente residenza per un periodo di tre mesi dal giorno del trasferimento.

In caso di trasferimento illecito o mancato ritorno di un minore, l’autorità giurisdizionale dello Stato membro della precedente residenza abituale conserva la competenza, fino a che il minore non acquisti una nuova residenza e:

a) se ciascuna persona, istituzione o altro ente titolare del diritto di affidamento ha accettato il trasferimento o mancato ritorno; o

b) se il minore ha soggiornato in quell’altro Stato membro almeno per un anno da quando la persona, istituzione o altro ente titolare del diritto di affidamento ha avuto conoscenza, o avrebbe dovuto avere conoscenza, del luogo in cui il minore si trovava e il minore si è integrato nel nuovo ambiente e sia soddisfatta almeno una delle condizioni seguenti:

i) entro un anno da quando il titolare del diritto di affidamento ha avuto conoscenza, o avrebbe dovuto avere conoscenza, del luogo in cui il minore si trovava non è stata presentata alcuna domanda di ritorno del minore dinanzi alle autorità competenti dello Stato membro nel quale il minore è stato trasferito o dal quale non ha fatto rientro;

ii) una domanda di ritorno presentata dal titolare del diritto di affidamento è stata ritirata e non è stata presentata una nuova domanda entro il termine di cui al punto i);

iii) una domanda di ritorno presentata dal titolare del diritto di affidamento è stata respinta da un’autorità giurisdizionale di uno Stato membro per motivi diversi da quelli di cui all’articolo 13, primo comma, lettera b), o all’articolo 13, secondo comma, della convenzione dell’Aia del 1980 e tale decisione non è più soggetta a impugnazione ordinaria;

iv) non è stata adita alcuna autorità giurisdizionale a norma dell’articolo 29, paragrafi 3 e 5, nello Stato membro nel quale il minore aveva la residenza abituale immediatamente prima del trasferimento illecito o del mancato ritorno;

v) l’autorità giurisdizionale dello Stato membro nel quale il minore aveva la residenza abituale immediatamente prima dell’illecito trasferimento o del mancato ritorno ha reso una decisione sul diritto di affidamento che non comporta il ritorno del minore.

Responsabilità genitoriale Unione Europea: come procedere in caso di controversie?

L’autorità giurisdizionale adita per prima è chiamata a verificare la propria competenza; nel caso in cui la controversia sottoposta al suo esame non rientra tra quelle riconosciutegli, dichiara d’ufficio la propria incompetenza.

Qualora dinanzi ad autorità giurisdizionali di Stati membri diversi e tra le stesse parti siano state presentate più domande di divorzio, separazione personale dei coniugi o annullamento del matrimonio, l’autorità giurisdizionale, adita per seconda, sospende d’ufficio il procedimento finché non sia stata accertata la competenza dall’autorità giurisdizionale preventivamente adita.

Il Regolamento "Bruxelles II-ter" riconosce il diritto del minore, che sia capace di discernimento, e conformemente al diritto e alle procedure nazionali, la possibilità di esprimere la propria opinione, direttamente o tramite un rappresentante o un organismo appropriato.

Le decisioni pronunciate in uno Stato membro sono riconosciute anche negli altri Paesi UE, senza che sia necessario il ricorso ad alcun iter particolare. Invero, non è richiesta nessuna procedura per l’aggiornamento delle iscrizioni nello stato civile di uno Stato membro a seguito di una decisione di divorzio, separazione personale dei coniugi o annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro, contro la quale non sia più possibile proporre impugnazione secondo la legge di detto Stato membro.

La parte che desidera invocare in uno Stato membro una decisione resa da un'autorità giurisdizionale di un altro Stato membro deve produrre:

⦁ una copia della decisione;

⦁ il certificato che abbia le caratteristiche di cui all’articolo 36. 

Allo stesso modo, le decisioni in materia di responsabilità genitoriale rese esecutive in un determinato Stato membro lo sono anche negli altri Stati membri, senza che sia necessaria una dichiarazione di esecutività.

Ai soli fini dell’esecuzione in un altro Stato membro, l’autorità giurisdizionale d’origine può dichiarare che la decisione che accorda un diritto di visita sia provvisoriamente esecutiva, nonostante eventuali impugnazioni.

Responsabilità genitoriale Unione Europea: come possiamo aiutarti? 

Lo studio legale Arnone&Sicomo ha al suo interno un team di avvocati specializzati in diritto internazionale di famiglia. Assistiamo gli stranieri, cittadini europei, nelle procedure di affidamento dei minori e li guidiamo nelle procedure relative alla esecuzione delle decisioni in materia di responsabilità genitoriale che siano state pronunciate in UE.

Collaboriamo attivamente con i Consolati europei e le autorità centrali qualora si verifichino casi di sottrazione internazionale di minorenni e ci occupiamo di garantire la rapida soluzione delle questioni connesse al trasferimento illecito di un minore in Paese diverso da quello di residenza abituale.

Desideri più informazioni sul tema della responsabilità genitoriale in UE? Contattaci. 


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