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Spiare il cellulare del partner è reato?

Spiare il cellulare del partner è reato: l'articolo 615 del codice penale

Ai sensi del disposto di cui all’art. 615 bis del codice penale, spiare il cellulare del partner è reato, o meglio: il reato di interferenze illecite nella vita privata si configura allorquando un soggetto, ricorrendo all’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata di un'altra persona, svolgentesi nei luoghi indicati nell’articolo 614 codice penale.

La pena prevista è la reclusione da sei mesi a quattro anni.

Alla stessa pena sono soggetti coloro i quali rivelino o diffondano, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute illecitamente (salvo che il fatto costituisca più grave reato).

Il reato è perseguibile a querela della persona offesa. Tuttavia, si procede d’ufficio, e la pena è della reclusione da uno a cinque anni “se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato”.

A punire, invece, l'accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico è l'art. 615-ter del codice penale, il quale recita testualmente: "chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni".

Con una recente sentenza la Corte di Cassazione (n. 34141/2019) ha affrontato il tema dell'introduzione illecita nel profilo skype del partner per controllare le chat, riconoscendo il reato di cui all'art. 615ter. cod. pen. integrato anche nell'ipotesi in cui l'accesso a Skype fosse stato facilitato dal fatto che la persona offesa avesse registrato la password per non doverla riscrivere in occasione di ogni accesso, di fatto dunque facilitando l'accesso al proprio profilo da parte di terze persone.

Il bene giuridico tutelato dalla norma è la tutela alla vita privata degli individui contro le ingerenze di estranei che potrebbero attentare al loro domicilio informatico (virtuale) e di conseguenza alla loro libertà.

Spiare il cellulare del partner è reato ma lo è anche mettere sotto controllo un cellulare con uso di software! 

Spiare il cellulare del partner è reato come lo è spiare qualsiasi altra persona, anche se si tratta di un familiare.

A ribadire quanto precede è stata proprio la Cassazione che con una recente sentenza ha confermato la condanna di un marito per aver “installato sul cellulare della moglie spy-software atti a intercettare le comunicazioni telefoniche” (Cassazione penale, sez. V, sentenza 09/04/2019 n° 1507).

Gli spy-software rientrano appieno nella categoria degli “apparati, strumenti, parti di apparati o di strumenti” diretti all'intercettazione o all'impedimento di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche. Il reato deve ritenersi integrato dalla sola attività di installazione e non a quella successiva di intercettazione.

La condotta è penalmente rilevante anche nel caso di colui che installa un software spia sul cellulare del coniuge e quest'ultima ne sia a conoscenza.

Analogo discorso, per chi utilizza applicazioni che permettano di condividere e richiedere il tracking della posizione di un cellulare, per poter “pedinare” gli spostamenti di partner, amici o parenti.

Leggere i messaggi e spiare il cellulare del partner è reato? 

Spiare il cellulare del partner, leggere gli sms del coniuge, o accedere al profilo facebook di un'altra persona, per leggere chat o mail, senza la volontà dell’altro o a sua insaputa, configura il reato di accesso abusivo a sistema informatico (art. 615 c.p.), per il quale è prevista la pena della reclusione fino a 3 anni.

Il reato è ancora più grave se si usano spy-software , in grado di captare il contenuto del telefono del coniuge e inviarlo su di un altro.

Il reato sussiste anche quando si spiano le conversazioni del coniuge e queste servono per provare in Tribunale il tradimento del coniuge ai fini dell’addebito della separazione.

La tutela della privacy trova il proprio fondamento nell’articolo 15 della Costituzione, il quale sancisce il diritto alla segretezza della corrispondenza. Nel dettaglio, recita: “la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”.

Eventuali deroghe sono ammesse solo se oggetto di un atto motivato dall’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.

Commette invece il reato di rapina (vedi Cassazione, sentenza n. 2429/2016) chi, al fine di spiare il contenuto del cellulare del partner, lo sottrae dietro minaccia o violenza.

Sì, spiare il cellulare del partner è reato: ecco come possiamo aiutarti 

Lo Studio Arnone&Sicomo ha al suo interno un dipartimento di diritto penale che affianca tutte le donne o uomini vittime di pedinamenti illegali. Ci avvaliamo di consulenti informatici, esperti in indagini forensi, in grado di analizzare i dispositivi elettronici e verificare la illegale installazione su di essi di software spia.

Grazie all’esperienza pluriennale di avvocati penalisti ed ingegneri informatici siamo in grado di garantire, ove possibile, la maggiore tutela per le vittime di persecuzioni e stalking. Siamo consapevoli di come si senta una persona ad essere pedinata e controllata e mettiamo tutte le nostre conoscenze tecniche e professionali al servizio dei nostri clienti.

Se credi di essere pedinato o intercettato e credi che nel tuo telefono sia installato un software per controllarti, contattaci. 


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