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Riconoscimento figlio naturale: tutte le novità

Cosa si intende per “riconoscimento del figlio naturale”? 

La distinzione tra figli naturali e legittimi ha perso notevolmente rilievo con il passare degli anni ma è bene approfondire la procedura di ''riconoscimento del figlio naturale''.

Di rilievo in materia è la Legge 219/2012 la quale, in applicazione dell’art. 30 della Costituzione, all’art. 1 comma 11, ha così disposto: "Nel codice civile, le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: figli''.

Evidente dunque l’intento del Legislatore, di far cessare qualsivoglia forma di differenziazione tra le due figure ad esame, sicché oggi i figli naturali, nati al di fuori del matrimonio, godono di parità giuridica rispetto ai figli nati in costanza di matrimonio.

Ma tale parificazione non riguarda tutti i figli naturali, ma solo i figli naturali riconosciuti dai genitori, non potendosi attribuire lo status di figlio naturale automaticamente per il solo fatto della nascita.

Riconoscimento figlio naturale: come fare? 

Il riconoscimento di un figlio naturale rientra in varie casistiche.

Il riconoscimento di un figlio nato fuori dal matrimonio rappresenta, in termini giuridici, una mera dichiarazione unilaterale di scienza, con la quale una persona dichiara di essere padre o madre di un’altra. Con ciò si forma l’atto di nascita.

Affinché si possa riconoscere un figlio naturale al di fuori del matrimonio è necessario l’aver compiuto 16 anni di età (art. 250, ultimo comma c.c.); salva la possibilità di ottenere una speciale autorizzazione dal Giudice.

Nel caso di riconoscimento non contestuale alla nascita, per testamento, mediante dichiarazione ricevuta dall’ufficiale dello stato civile, dal giudice tutelare o dal notaio, di un figlio che abbia compiuto 14 anni, è richiesto il consenso di quest’ultimo. Diversamente, se minore di 14 anni, occorre il consenso del genitore che lo ha riconosciuto per primo.

Alcun consenso è richiesto nel caso di riconoscimento di figlio naturale maggiorenne da parte del genitore che per primo lo ha riconosciuto. In questo caso sarà necessario il solo consenso del figlio.

Per quanto concerne i figli incestuosi, il riconoscimento è ammesso previa autorizzazione del tribunale competente.

Rifiuto del consenso al riconoscimento del figlio naturale minorenne 

La domanda che spesso sentiamo farci quando si parla di riconoscimento del figlio naturale è: Il genitore che per prima riconosce il figlio, può negare il consenso al riconoscimento da parte dell’altro genitore? 

Certo che si.

In tal caso, il genitore che si vede negare il consenso può ricorrere giudizialmente in Tribunale, al fine di ottenerlo.

Il giudizio si introduce con ricorso, da notificare all’altro genitore entro il termine stabilito dal Giudice. Se non viene proposta opposizione entro trenta giorni dalla notifica del ricorso, il Giudice decide con sentenza.

Se viene proposta opposizione, il Giudice, assunta ogni opportuna informazione, dispone l'audizione del figlio minore che abbia compiuto i dodici anni, o anche di età inferiore, ove capace di discernimento, e assume eventuali provvedimenti provvisori e urgenti. Con la sentenza il Giudice assume i provvedimenti opportuni in relazione all'affidamento e al mantenimento del minore.

Laddove necessario, potrà essere fornita la prova della paternità mediante esame del DNA.

Premesso quanto precede, è bene precisare che in costanza di matrimonio, la legge è propensa a presumere la paternità del marito della donna che ha partorito ferma restando la possibilità del presunto padre di agire in giudizio per ottenere il disconoscimento della paternità.

Nel caso di coppia di fatto, il riconoscimento va effettuato dai genitori singolarmente o congiuntamente nell’atto di nascita o con dichiarazione irrevocabile, posteriore alla nascita o al concepimento.

Ma quali diritti ha il figlio riconosciuto?

I figli riconosciuti e nati fuori dal matrimonio vantano gli stessi diritti dei figli legittimi, soprattutto per quanto concerne i diritti successori e di eredità dei genitori.

Inoltre, il figlio riconosciuto acquisisce il cognome del genitore che lo ha riconosciuto per primo o del padre se il riconoscimento è avvenuto congiuntamente. A seguito della Sentenza della Corte Costituzionale n. 286/2016, i genitori, di comune accordo, al momento della nascita possono richiedere l’attribuzione del doppio cognome, paterno e materno.

Riconoscimento del figlio naturale straniero: cosa cambia? 

Il cittadino italiano può procedere con il riconoscimento del figlio naturale straniero, dinanzi all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza.

In questo caso, occorrerà produrre l’atto di nascita, tradotto e legalizzato, se nato all’estero ed il certificato di idoneità alla adozione rilasciato dalla rappresentanza diplomatica in Italia del Paese di appartenenza. Il consenso, in questo caso, potrà essere prestato personalmente (in tal caso sarà necessaria la presenza di un interprete all’atto) o a mezzo di procuratore speciale.

In occasione del riconoscimento di fronte all’ufficiale di stato civile, il figlio naturale straniero potrà pronunciarsi anche sulla scelta del cognome.

A seguito del riconoscimento il figlio straniero riconosciuto, potrà rendere la dichiarazione di elezione della cittadinanza italiana presso il Consolato italiano competente ai sensi dell’art. 2 comma 2 della L. 91/1992, entro un anno dal riconoscimento.

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