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Investimenti dopo Brexit: cosa devono fare gli intermediari britannici?

Gli investimenti dopo la Brexit sono cambiati, come sono cambiati anche alcuni adempimenti che gli intermediari britannici dovranno affrontare dal 1° Febbraio 2020, con l'uscita del Regno Unito dall'UE.

In particolare, l'accordo tra Europa e Regno Unito prevede un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020 durante il quale la normativa europea si applicherà come se il Regno Unito fosse ancora parte dell'Unione Europea e prevede, inoltre, la garanzia della continuità della normativa relativa ai servizi finanziari, bancari e assicurativi. Dopo tale data il Regno Unito sarà considerato ufficialmente Paese terzo.

Cosa cambierà, quindi, per gli intermediari britannici (banche e imprese di investimento) che prestano servizi ed attività di investimento in Italia?

La Consob è stata chiara ed ha invitato tutti coloro, che operano nel settore mediante succursali ovvero in regime di libera prestazione di servizi, ad informare adeguatamente la clientela (professionisti e retail) circa le conseguenze delle mutate condizioni operative discendenti dalla Brexit

In linea con quanto stabilito dall’ESMA, l’informativa deve contenere i seguenti dati:

- l’impatto della Brexit sulle modalità di prestazione dei servizi e delle attività da parte dell’impresa, sullo specifico servizio reso al cliente nonché sulla futura relazione con il medesimo cliente;

- le specifiche iniziative adottate per addivenire a un’ordinata gestione del rapporto in essere con il cliente (comprese, se del caso, le modalità di chiusura del rapporto) nonché di gestione delle richieste di informazioni e dei reclami ricevuti dai clienti in connessione alla Brexit;

- le implicazioni della Brexit, anche conseguenti a modifiche dell’operatività dell’intermediario, sul rapporto contrattuale con il cliente, ivi inclusa la presumibile tempistica di chiusura dei rapporti alla luce delle specificità del servizio prestato (risparmio amministrato vs risparmio gestito) e delle previsioni contrattuali sui tempi di preavviso previsti per lo scioglimento del rapporto.

Le predette comunicazioni dovranno essere redatte nella lingua prescelta dal cliente. Dovranno inoltre essere pubblicate anche sul sito internet dell’intermediario sia in italiano sia in inglese.

Adempimenti informativi, questi riportati, che non solo debbono trovare collocazione nel sito internet dell’intermediario ma, altresì, si estendono a banche e imprese di investimento italiane che operano in via transfrontaliera nel Regno Unito, con o senza servizi accessori, anche nel rispetto della disciplina prevista al riguardo nel Regno Unito.

Investimenti dopo Brexit: cosa devono fare gli intermediari britannici che operano in Italia? 

Consob ha pubblicato tre Richiami di attenzione che specificano le misure che gli operatori devono adottare entro il 2020 a seguito della ratifica dell’accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione Europea.

Conformemente a quanto dettato in materia di prestazione di servizi di investimento dopo la Brexit, l’accesso degli intermediari britannici al mercato UE viene subordinato alla tipologia di clientela servita (retail/professionali su richiesta vs professionali di diritto/controparti qualificate).

Orbene, in forza del regolamento MiFIR, le imprese di Paesi Terzi potranno operare in Europa in regime di libera prestazione di servizi, esclusivamente nei confronti di controparti qualificate e di clienti professionali “di diritto”, a condizione che:

- la CE emetta un giudizio di equivalenza in merito ai requisiti vigenti nel Paese terzo;

- l’intermediario sia autorizzato nel Paese di origine;

- siano stati conclusi idonei accordi di cooperazione con l’Autorità del paese di origine.

In assenza del giudizio di equivalenza da parte della Commissione europea, ciascuno Stato membro avrà la facoltà di consentire all’impresa non UE di operare sul proprio territorio, anche senza stabilimento di succursali.

Con specifico riferimento all’Italia, le imprese di Paesi Terzi, diverse dalle banche, hanno la possibilità di operare liberamente, previa autorizzazione della Consob, sentita la Banca d’Italia, purché in presenza delle condizioni enunciate e nei confronti di clienti professionali di diritto e controparti qualificate.

Al contrario, nel caso di clientela al dettaglio e professionale, su richiesta, il legislatore italiano ha previsto l’obbligatorietà dello stabilimento della succursale, sempre previa autorizzazione da parte della Consob e sentita la Banca d’Italia.

Alla luce di quanto sopra:

- gli intermediari britannici operanti in regime di libera prestazione di servizi, con clienti professionali di diritto e/o con controparti qualificate saranno assoggettati al regime di operatività (e di vigilanza) previsto dal regolamento MiFIR, qualora, entro la fine del periodo di transizione, la CE dovesse rilasciare la decisione di equivalenza;

- gli intermediari britannici, anche operanti in regime di libera prestazione di servizi, saranno tenuti a rispettare le discipline nazionali nel caso in cui la CE non dovesse rilasciare la decisione di equivalenza.

Senza le prescritte autorizzazioni/registrazioni, gli intermediari britannici non potranno continuare a prestare i servizi e le attività di investimento in Italia allo scadere del periodo di transizione.

Investimenti dopo Brexit: operatività delle sedi di negoziazione italiane nel Regno Unito 

Le sedi di negoziazione italiane interessate ad operare nel Regno Unito, al termine del periodo transitorio, dovranno ottenere dalla Consob, in presenza di un giudizio di equivalenza dei regimi normativi e di vigilanza, nonché di un accordo di collaborazione tra quest’ultima e la FCA:

- un nulla-osta (mercati regolamentati ed MTF gestiti da gestori di mercati regolamentati);

- o un’autorizzazione (per gli MTF gestiti da SIM) all’estensione dell’operatività nel Regno Unito (v. artt. 70/ 2 e 26/6 del TUF).

Investimenti dopo Brexit: come possiamo aiutarti?

Lo studio Arnone&Sicomo ha al suo interno un team di avvocati specializzati in diritto finanziario e bancario. Siamo coscienti degli enormi cambiamenti che la Brexit sta causando ai mercati finanziari e all’operatività degli intermediari finanziari britannici e certi che la normativa sia destinata a cambiare ulteriormente.

Sei un intermediario finanziario britannico operante in Italia? Desideri conoscere le regole decise dal Governo italiano per continuare ad operare all’interno del mercato finanziario italiano? Contattaci. Saremo lieti di fornirti un parere legale che tenga conto delle tue specifiche esigenze e richieste.

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