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Tassa di successione: tutto ciò che devi sapere

Cos'è la tassa di successione? 

La tassa di successione è quell'imposta  dovuta dal contribuente nel momento in cui riceve in eredità beni e diritti immobiliari.

L’ammontare dovuto viene calcolato sulla base della dichiarazione di successione da inoltrare all’Agenzia delle Entrate, per la quale è sufficiente che provveda uno solo degli eredi, esonerando gli altri dal farlo.

A far data dal 23 gennaio 2017, i contribuenti possono trasmettere la dichiarazione di successione online, contestualmente alla domanda di voltura catastali, ovvero mediante servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Quant'è la tassa di successione? Come si calcola? 

Le aliquote e le franchigie dovute per la tassa di successione sono le seguenti:

- 4% sul valore complessivo dei beni per i trasferimenti a favore del coniuge o di parenti in linea retta, con esenzione per quote di eredità inferiori ad 1 milione di euro;

- 6% sul valore dei beni per i trasferimenti a favore di fratelli o sorelle, con esenzione per valori inferiori, per singolo, a 100.000 euro;

- 6% per i trasferimenti a favore di parenti fino al quarto grado e degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, da applicare senza alcuna franchigia;

- 8% per tutti gli altri soggetti, senza la previsione di franchigia.

Per quanto concerne le modalità di corresponsione, l’imposta di successione deve essere pagata entro 60 giorni dalla data di notifica dall’avviso di liquidazione.

L’importo viene calcolato conformemente a quanto riportato dal contribuente nella dichiarazione di successione ed eventuali dichiarazioni sostitutive.

Decorso il termine predetto, senza ottemperanza di pagamento, verranno applicate  sanzioni ed interessi di mora.

Preme, altresì, rilevare che il pagamento dell’imposta ad esame può avvenire anche in forma dilazionata, per importi superiori ad € 1.000,00.

Tassa di successione in Italia: chi paga e chi non paga? 

La dichiarazione di successione deve essere presentata all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza del defunto, da uno dei soggetti obbligati, entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (coincidente con la morte del de cuius).

Qualora sia sconosciuta l’ultima residenza italiana del dante causa, sarà competente l’Ufficio delle Entrate di Roma (competenza “residuale”).

Sono da intendersi obbligati alla presentazione i seguenti soggetti:

- I chiamati all’eredità e i legatari;

- Gli esecutori testamentari;

- Gli amministratori e i curatori dell’eredità;

- Gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente.

Diversamente, sono esonerati coloro che hanno rinunciato all’eredità/legato prima del sopraggiungere del termine per la presentazione della dichiarazione di successione.

In base al principio di territorialità, il pagamento dell’imposta di successione è da intendersi vincolato alla residenza del defunto, al momento dell’apertura della successione. Ciò significa che l’imposta è dovuta in relazione ai beni e diritti trasferiti che risultino “esistenti” in Italia o all’estero se il de cuius era residente in Italia al momento della morte.

E’ invece applicata la tassazione dei soli beni siti in Italia se il defunto non era residente in Italia.

Hai ricevuto un'eredità in altri pesi dell'Unione Europea? 

Le norme nazionali in materia di imposta sulle successioni variano notevolmente tra gli Stati europei. Ecco perché nel caso di successione di stranieri diventa fondamentale individuare la legge applicabile alla successione.

In materia successoria di stranieri trovano applicazione la legge 218/1995 e il regolamento UE n.650/2012 in materia di successioni e di creazione di un certificato successorio europeo che si applica alle persone decedute alla data del 17 agosto 2015 o in epoca successiva.

Nato al fine di far fronte alla necessità di armonizzare le regole delle successioni transfrontaliere e dell'eventuale tassa di successione all'estero, il certificato successorio europeo è quel documento che certifica lo status di erede in qualsiasi Stato dell’UE.

Viene rilasciato dallo Stato ove il defunto aveva residenza al momento della morte, in virtù del principio della territorialità. Il vantaggio di questo certificato è che produce gli stessi effetti in tutta l'UE, a prescindere dal Paese in cui è stato rilasciato.

In Italia l’organo competente al rilascio è il notaio. Avverso le decisioni di quest’ultimo è possibile fare reclamo al Tribunale di residenza del professionista.

L'autorità che rilascia il certificato successorio europeo conserverà l'originale e consegnerà all'erede, all'esecutore testamentario o all'amministratore del patrimonio delle copie certificate che hanno una validità di 6 mesi, prorogabile.

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Problemi con la tassa di successione? Ti aiutiamo noi. 

Lo studio legale Arnone&Sicomo assiste i cittadini italiani e stranieri non residenti che abbiano ereditato beni immobili o denaro in Italia in tutte le fasi della procedura ereditaria.

Ci occupiamo di assistere i clienti nell’ottenere il certificato di successione europeo, nonché di compilare per loro conto la dichiarazione di successione, nei casi in cui il parente deceda in Italia e qui si trovi l’ultima residenza.

Inoltre, per gli stranieri, ci occupiamo di tutte le pratiche burocratiche necessarie a svincolare una eredità in Italia, sia che si tratti di denaro su conti correnti postali o bancari che di beni immobili. Accettiamo o rinunciamo ad eredità per conto dei clienti, sulla base di procure speciali.

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