Indagini preliminari: fasi, tempi e diritti dell'indagato

Qual è lo scopo delle indagini preliminari? 

Nel procedimento penale le indagini preliminari hanno il fine di raccogliere le prove in relazione ad un reato commesso, per individuarne gli effettivi autori (art. 326 c.p.p.).

PM e polizia giudiziaria, dunque, nell’ambito delle rispettive attribuzioni, svolgono le indagini ritenute necessarie per le determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

Ad avviarle è il PM, con la trasmissione alla polizia, tenuta a interrogare chi presumibilmente risulta essere l’autore, nonché a raccogliere prove e descrivere i fatti.

Ai sensi del disposto di cui all’art. 329 c.p.p., gli atti di indagine preliminare sono coperti da segreto, fino a quando l’indagato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari.

Nel caso venga meno l’obbligo del segreto, il PM, per la prosecuzione delle indagini, può:

- disporre con decreto motivato l’obbligo del segreto per singoli atti, allorquando l’imputato lo consenta o quando la conoscenza dell’atto può ostacolare le indagini riguardanti altre persone;

- addurre il divieto di pubblicare singoli atti o notizie specifiche relative a determinate operazioni.

Inoltre, quando è necessario per la prosecuzione delle indagini, il PM può, con decreto motivato, consentire la pubblicazione di singoli atti o di parte di essi.

Degli atti di indagine preliminare non più coperti dal segreto è sempre consentita la pubblicazione del contenuto, mentre è vietata la pubblicazione integrale fino alla conclusione delle indagini preliminari o fino alla conclusione dell’udienza preliminare.

Le fasi delle indagini preliminari 

Le indagini preliminari rappresentano la prima fase del procedimento penale. 

Il tutto ha inizio con l’acquisizione di una notizia di reato e prosegue con la ricerca e l’acquisizione delle fonti di prova da parte del Pubblico Ministero, coadiuvato dalla Polizia Giudiziaria.

Se al termine delle Indagini Preliminari il P.M. ritiene di non aver acquisito elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio, propone al Giudice per le indagini preliminari l’archiviazione del procedimento.

Diversamente, formula l’imputazione ed esercita l’azione penale nei confronti dell’indagato tramite la richiesta di rinvio a giudizio che deve essere preceduta dall’avviso di conclusione delle indagini. Entro 20 giorni dalla ricezione dell’avviso di conclusione, l’indagato può prendere visione del fascicolo delle investigazioni e chiedere anche di essere ascoltato dal Pubblico Ministero.

Quali sono i tempi delle indagini preliminari? 

Alla stregua del disposto di cui all’art. 407 c.p.p., le indagini preliminari non possono avere durata superiore a diciotto mesi.

Tuttavia, la durata può essere di due anni se le indagini preliminari riguardano i reati cosiddetti più gravi, i quali possono essere, in via del tutto esemplificativa, così indicati:

- omicidio, rapina, sequestro di persona a scopo di estorsione;

- associazione mafiosa;

- atti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale

- illegale fabbricazione, cessione, detenzione di armi da guerra, di esplosivi, o di più armi comuni da sparo;

- strage;

- fatto atto a suscitare guerra civile.

Quali sono i diritti dell’indagato nelle indagini preliminari? 

Durante lo svolgimento delle indagini preliminari l’indagato vanta una serie di diritti.

Preliminarmente, lo stesso ha diritto di essere informato, dietro sua richiesta dell’esistenza di un procedimento penale a suo carico, attraverso la presentazione di una apposita istanza 335 c.p.p..

Ha diritto a ricevere l’avviso di garanzia nel caso in cui nei suoi confronti deve essere compiuto un atto, ove ha diritto di partecipare il suo difensore (si parla in questo caso di atti garantiti).

Negli altri casi, l’indagato generalmente verrà a conoscenza dell'esistenza di un procedimento a suo carico solo dopo la chiusura indagini o con la notifica di un decreto penale di condanna.

Entro 20 giorni dalla notifica dell'avviso di conclusione indagini, l'indagato può:

presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore;

chiedere al PM una integrazione degli atti di indagine;

chiedere di essere ascoltato per rilasciare dichiarazioni spontanee o di essere interrogato, con l’assistenza del difensore.

Importante è rilevare che l’indagato ha il diritto a rimanere in silenzio e non ha obbligo di rispondere alla domande che gli vengono poste. Lo stesso può anche mentire, poiché le false dichiarazioni da lui rese non sono penalmente rilevanti.

Prima che inizi l’interrogatorio, l’organo procedente ha l’obbligo di rivolgere alla persona interrogata un triplice avvertimento:

  1. che le dichiarazioni che renderà potranno sempre essere utilizzate nei suoi confronti;
  2. la facoltà di non rispondere ad alcuna domanda, ma che, in ogni caso, il procedimento seguirà il suo corso;
  3. se renderà dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilità di altri, assumerà in ordine a tali fatti, l’ufficio di testimone con conseguente obbligo di dire la verità.

Indagini preliminari: attività investigativa del difensore 

Nel corso delle indagini preliminari potere investigativo è attribuito anche al difensore dell’indagato che potrà avvalersi di investigatori privati autorizzati e consulenti tecnici.

Il difensore può anche assumere per iscritto dichiarazioni dal possibile testimone, ovvero da colui che sia ritenuto a conoscenza di fatti utili alla difesa. Laddove il possibile testimone si rifiuti di rispondere alle domande del difensore, quest’ultimo potrà chiedere al PM di disporne l’audizione che dovrà essere fissata entro 7 giorni dalla richiesta.

Infine, il difensore va avvisato quando nei confronti dell’indagato devono essere compiuti atti irripetibili, cioè quelli che riguardano persone, cose o luoghi il quale stato è soggetto a modificazione.

Indagini preliminari: cosa può fare lo studio Arnone e Sicomo? 

Lo studio Arnone&Sicomo vanta un team di avvocati esperti in diritto penale che negli anni hanno maturato competenza in tutti i reati previsti tanto dal codice penale italiano, quanto dalle leggi speciali.

Assistiamo chiunque sia coinvolto in un procedimento penale e accusato di aver commesso un reato.

Allo stesso modo, assistiamo tutti coloro i quali siano rimasti vittime di un reato e che desiderino ottenere giustizia.

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