IVAFE e IVIE: cosa sono e le sanzioni per mancata dichiarazione

Per capire bene l'IVAFE e l'IVIE 2019 facciamo un riepilogo di ciò che si intende per investimenti e attività finanziare all'estero.

Con l’espressione investimenti all’estero ci si riferisce ai beni patrimoniali collocati all’estero in grado di produrre reddito imponibile in Italia.

Per avere un’idea più concreta, si pensi agli immobili situati all’estero, ai diritti reali immobiliari o quote di essi, agli oggetti preziosi ed alle opere d’arte che si trovano fuori del territorio dello Stato, alle imbarcazioni o alle navi da diporto o altri beni mobili detenuti e/o iscritti nei pubblici registri esteri.

Diversamente, le attività estere di natura finanziaria sono rappresentate dalle attività da cui discendono redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera

Nel dettaglio, sono:

- attività i cui redditi sono corrisposti da soggetti non residenti;

- contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti;

- contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato;

- metalli preziosi detenuti all’estero;

- diritti all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni estere o strumenti finanziari assimilati;

- forme di previdenza complementare organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero, escluse quelle obbligatorie per legge;

- attività finanziarie estere detenute in Italia al di fuori del circuito degli intermediari residenti, polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione, sempre che il contratto non sia concluso per il tramite di un intermediario finanziario italiano al quale sia conferito l’incarico di regolare tutti i flussi connessi con l’investimento, con il disinvestimento ed il pagamento dei relativi proventi;

- attività finanziarie italiane comunque detenute all’estero;

- attività e investimenti all’estero per il tramite di soggetti localizzati in Paesi diversi da quelli collaborativi nonché in entità giuridiche italiane o estere, diverse dalle società, qualora il contribuente risulti essere «titolare effettivo;

- titoli o diritti offerti ai lavoratori dipendenti che danno la possibilità di acquistare, ad un determinato prezzo, azioni della società estera con la quale il contribuente intrattiene il rapporto di lavoro o delle società controllate o controllanti.

- Criptovalute e Bitcoin;

- Le polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione.

Sia gli investimenti all’estero che le attività estere di natura finanziaria debbono essere riportati nel quadro RW, anche se detenuti in cassette di sicurezza ed a prescindere dalla produzione di redditi imponibili nel periodo d’imposta.

Ad essere indicati devono essere, altresì, i diritti reali su attività all’estero.

IVAFE e IVIE: le differenze 

L'IVAFE e l'IVIE sono due imposte differenti, entrambe collegate all’adempimento dell’obbligo di monitoraggio fiscale imposto dallo Stato italiano.

L’IVIE (Imposta sul valore degli immobili detenuti all’estero) è la tassa che i contribuenti (persone fisiche) sono onerati a corrispondere allo Stato italiano allorquando siano proprietari, o esercitino diritti reali, di case all’estero, mantenendo la residenza in Italia.

La stessa trova applicazione con le stesse modalità dell’IMU e si paga a prescindere dalla destinazione d’uso del bene immobile detenuto. Come per l’IMU l’IVIE è un’imposta dovuta in misura proporzionale:

Alla quota di possesso e

­Ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso.

Il valore dell’immobile è costituito dal costo di acquisto o, in alternativa, dal valore di mercato dell’immobile.

Per gli immobili acquisiti per successione o donazione, il valore è quello indicato nella dichiarazione di successione o in altri atti previsti dagli ordinamenti esteri con finalità analoghe.

In mancanza si assume il costo di acquisto o di costruzione sostenuto dal de cuius o dal donante.

L'’IVAFE è la tassa dovuta inizialmente dai residenti in Italia per le sole attività finanziarie all’estero. Oggi risulta essere stata trasformata in imposta sui prodotti finanziari dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero.

Orbene, le persone fisiche residenti in Italia che detengono all’estero prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio, devono versare un’imposta sul loro valore, per l’appunto l’IVAFE.

IVAFE e IVIE: le nuove regole per la compilazione e i casi di esenzione 

Le persone fisiche residenti fiscalmente in Italia, le società semplici e gli enti non commerciali che detengono investimenti patrimoniali all’estero, o attività finanziarie suscettibili di produrre reddito in Italia, sono tenute a compilare il quadro RW.

Sono, inoltre, soggetti alla dichiarazione i titolari di redditi da lavoro autonomo anche per le operazioni compiute in relazione all’attività professionale.

Trattasi di un quadro della dichiarazione dei redditi di Persone fisiche ed enti non commerciali, dedicato:

al monitoraggio annuale delle attività finanziarie e degli investimenti patrimoniali detenuti all’estero da parte di persone fisiche residenti in Italia;

alla determinazione delle imposte patrimoniali, quali Ivafe/Ivie.

Deve essere presentato telematicamente entro il 30 novembre dell’anno successivo alla chiusura di ogni periodo di imposta.

Nel 2003 la Corte di Cassazione ha esteso l’obbligo di applicazione della norma anche ai soggetti che amministrano e gestiscono somme e investimenti all’estero e dunque anche ai trust residenti, stante il fatto che il trust in quanto soggetto passivo IRES è equiparabile ad un ente non commerciale.

Quesito che spesso viene sollevato, in merito a tale quadro, è se nello stesso deve essere riportato il conto Paypal.

La risposta non può che essere si.

Il conto paypal è riconducibile infatti ad un istituto finanziario estero, con sede in Lussemburgo, meritevole dunque di essere assoggettato a monitoraggio fiscale.

Paypal rappresenta, infatti, un normale conto corrente estero che richiede controlli annuali concernenti il superamento o meno dei limiti prescritti e validi per tutti i conti correnti (soglia limite euro 15.000,00).

L’art. 7-quater, co. 23, del D.L. n. 193/2016, prevede l’esonero dalla disciplina sul monitoraggio fiscale nel caso in cui per gli immobili situati all’estero non siano intervenute variazioni nel corso del periodo di imposta (cambio di proprietà, modifiche di diritti reali). Ad essere fatto salvo è il pagamento dell’imposta sul valore dei predetti immobili.

IVAFE e IVIE: quali sanzioni ci sono per la mancata dichiarazione 

La mancata dichiarazione, mediante compilazione del quadro RW, del’IVAFE/IVIE prevede delle sanzioni.

Alla stregua del disposto di cui all’art. 5, co. 2, D.L. 167/90, la violazione dell'obbligo di dichiarazione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria dal 3 al 15 per cento dell'ammontare dell’importo non dichiarato, se detenuto in Paesi non Black List.

Diversamente, la violazione relativa alla detenzione di investimenti all'estero ovvero di attività estere di natura finanziaria negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato (Paesi in Black List) è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria variabile dal 6 al 30 per cento dell'ammontare degli importi non dichiarati. Nel caso in cui la dichiarazione prevista dall'articolo 4, comma 1, sia presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine legale (dichiarazione tardiva), si applicherà la sanzione di euro 258.

IVAFE e IVIE: come possiamo aiutarti? 

Lo studio legale Arnone&Sicomo vanta un team di professionisti, esperti in diritto tributario e fiscale, oltre che di diritto penale, in grado di aiutare con gli adempimenti fiscali connessi al pagamento delle imposte IVAFE/IVIE e di valutare la situazione fiscale di tutti coloro che, per svariate ragioni, siano incorsi in problemi con il fisco italiano e rischino pesanti sanzioni penali o tributarie per non aver dichiarato gli investimenti esteri o il patrimonio immobiliare estero.

Attraverso una analisi dettagliata della situazione reddituale, siamo in grado di consigliare il cliente sulle migliori soluzioni adottabili nei casi intenda regolarizzare la propria posizione fiscale adeguandosi alla normativa nazionale ed internazionale.

Desideri aiuto per l'IVAFE, IVIE e nella compilazione del quadro RW? Sei stato destinatario di provvedimenti sanzionatori per omessa dichiarazione di investimenti esteri? Contattaci.

PALERMO | MILANO | ROMA | NAPOLI | CATANIA | CUNEO | VENEZIA | TRENTO | LONDRA | BARCELLONA | LUSSEMBURGO | ISTANBUL | BRUXELLES