IVA e-commerce: tutte le novità del 2019

L'IVA sull'e-commerce in Europa non è altro che una imposta sui consumi, che viene applicata a tutti i beni e servizi acquistati e venduti per l'uso e consumo nei Paesi dell'Unione Europea, ergo non alle merci esportate o ai servizi venduti a clienti fuori dalla comunità europea.

Anche le importazioni verso l'Unione europea sono soggette a imposta.

In merito al sistema di pagamento IVA in Europa si evidenzia quanto segue:

- i commercianti registrati ai fini IVA in un Paese membro dell’Unione Europea, ricevuto il numero identificativo, sono chiamati a riportare in fattura l'IVA riscossa dai clienti, consentendo così al cliente, se anch’esso registrato ai fini IVA, di avere contezza di quanto portare in detrazione. Nonché consentire al consumatore di conoscere l’ammontare dell'imposta pagata sul prodotto finale.

Quando si commercializza in Europa, l'aliquota fiscale può variare da Paese a Paese e vi sono casi in cui i trasferimenti di merce da un Paese ad un altro possono essere considerati una transazione soggetta a IVA.

Nel caso di importazione di prodotti all’interno dell'Unione Europea, l’imposta potrebbe essere richiesta sia nel momento in cui i beni entrano in Europa, sia nel Paese di destinazione della merce. Diversamente, i prodotti esportati al di fuori dell’Unione Europea e destinati a clienti non residenti potrebbero non essere soggetti al pagamento di IVA dell'Unione europea.

chi desidera commercializzare in Europa, oltre all’apertura della partita Iva, è tenuto a compilare la dichiarazione IVA e, ove necessario versare l’IVA riscossa dal cliente sulle transazioni.

Nel caso dell’e-commerce (vendita a distanza) potrebbe anche rendersi necessaria la registrazione ai fini IVA in ciascun Paese europeo, dove l’attività viene esercitata.

In quest’ultimo caso, ai fini della valutazione circa l’obbligo di identificazione IVA, dovrà farsi riferimento al superamento o meno di un “massimale”, stabilito da ciascun paese europeo. Se le vendite effettuate da un paese a un altro superano il massimale stabilito dal paese di destinazione della merce, il commerciante dovrà registrarsi ai fini IVA in quel paese, dove sarà tenuto a dichiarare, riscuotere e versare l'IVA.

IVA e-commerce: le novità 2019 

L’art. 13 del Decreto Crescita 2019 ha introdotto un nuovo adempimento che grava sui gestori delle piattaforme digitali e in particolare sul sistema di comunicazione IVA per gli e-commerce.

Invero, il disposto richiamato afferma che ogni soggetto che si occupa di commercio elettronico diretto a facilitare le vendite a distanza di beni importati o le vendite a distanza di beni all’interno dell’Unione europea deve trasmettere entro il mese successivo a ogni trimestre i dati dei fornitori e in particolare:

- la denominazione o i dati anagrafici completi, la residenza o il domicilio, il codice identificativo fiscale ove esistente, l’indirizzo di posta elettronica;

- il numero totale delle unità vendute in Italia;

- a scelta del soggetto passivo, per le unità vendute in Italia l’ammontare totale dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita.

Il soggetto passivo è considerato debitore d’imposta per le vendite a distanza per le quali non ha trasmesso, o ha trasmesso in modo incompleto, i dati presenti sulla piattaforma, se non dimostra che l’imposta è stata assolta dal fornitore.

In altre parole, si è introdotto per le piattaforme digitali un mero obbligo comunicativo trimestrale, al fine di indurle a collaborare per far emergere i dati relativi all’IVA connessi alle vendite a distanza.

Adempimento che si aggiunge agli altri adempimenti informativi IVA, aventi il fine ultimo di prevenire l’evasione, tra i quali l’esterometro.

Inoltre, tutti i marketplace sono tenuti a fornire al fisco i dati, quali quelli anagrafici, il codice fiscale, il numero delle vendite effettuate e via discorrendo, relativi a chi effettua vendita di beni in rete.

Tutto ciò consente all’Agenzia delle Entrate di verificare che gli stessi venditori paghino correttamente l’Iva e le imposte dirette.

IVA e-commerce: cosa succede a chi vende su Amazon? 

Anche se impropriamente si parla di IVA ecommerce, coloro i quali sono intenzionati a vendere i loro prodotti su di un Marketplace europeo devono procedere cauti, soprattutto se si decide di vendere tramite Amazon.

E’ bene conoscere tutte le leggi locali in vigore in materia di vendite transfrontaliere e sull’importazione UE, tra cui la disciplina sulla conformità dei prodotti e requisiti ambientali o per la salute e la sicurezza.

Per dare un’idea di quel che si asserisce, vendere su un Marketplace Amazon implica avere la prerogativa di gestire al meglio le aspettative degli acquirenti, nel modo che segue:

- per gli ordini gestiti dal venditore spediti dall'esterno del marketplace in cui è offerto il prodotto, indicare il paese " di provenienza" nel profilo venditore;

- prevedere un tempo di evasione ordine più lungo per compensare i tempi di spedizione dal paese del mittente;

- assicurarsi che il prezzo di vendita del prodotto sia comprensivo di tutte le imposte, inclusa l'IVA.

Altresì, offrire assistenza ai clienti, gestire al meglio i resi, usare la logistica di Amazon e fornire dettagliatamente i metodi di pagamento.

IVA e-commerce: come possiamo aiutarti? 

Lo studio legale Arnone&Sicomo gode di un team di professionisti, avvocati specializzati in diritto tributario e diritto penale che sono in grado di assistere la clientela in qualsiasi tipo di procedimento li coinvolga in materia di evasione di iva.

Il più delle volte i procedimenti sanzionatori sfociano in denunce penali che costringono le società italiane e straniere a difendersi di fronte ai Tribunali penali e tributari italiani. I nostri avvocati esaminano con scrupolosa attenzione ogni singolo caso, nell’ottica di ricercare la migliore soluzione possibile al caso prospettato e cercando di ridurre al minimo i rischi connessi ai procedimenti sanzionatori italiani.

Hai ricevuto un provvedimento da parte dell’agenzia delle entrate italiana in tema di evasione IVA?

Sei stato denunciato per omessa dichiarazione IVA o dichiarazione infedele nelle dichiarazioni IVA?

Hai bisogno di un parere legale sui corretti adempimenti IVA nell’e.commerce europeo? Contattaci.

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