Corte di cassazione: cos'è e cosa fa

Cos'è la corte di cassazione? 

Al vertice della giurisdizione ordinaria, la Suprema Corte di Cassazione ha la funzione di assicurare l'esatta osservanza della legge nonché la sua uniforme interpretazione (funzione nomofilattica), l'unità del diritto oggettivo nazionale ed il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni.

Tra le funzioni che gli competono vi è quella di stabilire la giurisdizione, ovvero di indicare, in presenza di un conflitto tra giudice ordinario e quello speciale, italiano o straniero, chi ha il potere di trattare la causa, ed inoltre di risolvere i conflitti tra due giudici di merito.

La Corte di Cassazione è competente anche in materia di elezioni legislative e di referendum popolare per l'abrogazione di leggi.

Preme precisare, in merito alle sue funzioni di legittimità, che la stessa è tenuta ad occuparsi esclusivamente delle questioni di diritto. Dunque non può entrare nel merito dei fatti oggetto di causa, in quanto la sua valutazione interviene non su di una causa nuova bensì già decisa.

Il giudizio di legittimità è infatti volto a verificare la corretta applicazione, da parte del giudice di merito che si è già espresso sulla questione, dei principi di legge e della normativa che regola la controversia su cui tale giudice di merito si è già pronunciato. Si ricorre in cassazione quando si lamentano violazioni di diritto sostanziale o processuale.

Corte di cassazione cos'è il ricorso e quali sono i motivi per richiederlo? 

L’art. 111 della Costituzione sancisce che è sempre garantito il ricorso in Cassazione avverso le sentenze per violazione di legge.

Per quanto concerne i motivi del ricorso in Cassazione in ambito civile, è bene preliminarmente rammentare che vige il principio di specificità, secondo il quale le censure alla sentenza impugnata debbono trovare collocazione entro un elenco tassativo di motivi specifici.

Non è sufficiente, dunque, indicare nel ricorso le norme che si considerano essere state violate, bensì è necessario che si rendano esaustive ed intellegibili argomentazioni a supporto della pretesa violazione.

L’osservanza del principio di specificità è da considerarsi quale condizione di ammissibilità del ricorso per Cassazione.

Alla stregua del disposto di cui all’art. 360 c.p.c., le sentenze pronunziate in grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per cassazione per:

- motivi attinenti alla giurisdizione;

- violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza;

- violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro;

- nullità della sentenza o del procedimento;

- omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, oggetto di discussione tra le parti.

Sotto il profilo penale, la Suprema Corte di Cassazione svolge una funzione di controllo sul giudice di merito, perché egli rispetti il principio di legalità penale e processuale.

In ambito penale il ricorso in Cassazione è ammissibile solo per vizi di legittimità indicati all’art. 606 c.p.p., ovvero:

- esercizio da parte del giudice di una potestà riservata dalla legge a organi legislativi o amministrativi, ovvero non consentita ai pubblici poteri (eccesso di potere);

- inosservanza o erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche, di cui si deve tener conto nell’applicazione della legge penale;

- inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità, di inutilizzabilità, di inammissibilità o di decadenza;

- mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell’istruzione dibattimentale limitatamente ai casi previsti dall’art. 495 c.p.p. comma 2;

- mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato, ovvero da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi del gravame.

Corte di cassazione: come si svolge il procedimento? 

Il Ricorso ad esame può essere presentato esclusivamente a mezzo di difensore abilitato al patrocinio avanti le giurisdizioni superiori, entro i termini stabiliti per le impugnazioni. Dunque, non personalmente.

Tecnicamente, il procedimento viene incardinato con il deposito nella cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato. Avvenuto il deposito, il Presidente della Cassazione procede con l’assegnazione del ricorso ad una delle sei sezioni della Corte, a seconda della materia.

Il ricorso è sottoposto ad un preventivo giudizio di ammissibilità da parte del Presidente che, laddove ravvisi profili in tal senso, lo assegnerà alla VII Sezione Penale, cosiddetta “Sezione Filtro” che avrà 30 giorni di tempo per decidere.

Laddove non si ravvisino profili di inammissibilità il ricorso verrà rimesso nuovamente al Presidente per la fissazione dell’udienza ed assegnazione.

Su istanza del procuratore generale, dei difensori delle parti o anche di ufficio, il Presidente può assegnare il ricorso alle Sezioni Unite, nei rari casi in cui le questioni proposte nell’impugnazione siano di speciale importanza o implicano la risoluzione di contrasti insorti tra decisioni assunte dalle singole sezioni della Corte.

La Corte decide sui motivi di ricorso a seguito di deliberazione in camera di consiglio, adottando uno dei seguenti provvedimenti:

- Sentenza di inammissibilità;

- Sentenza di rigetto;

- Sentenza di rettificazione;

- Sentenza di annullamento, in caso di accoglimento di uno o più motivi di ricorso. Può essere con o senza rinvio, a seconda che alla riforma della decisione annullata possa provvedervi la Corte medesima o debba rinviarsi al medesimo giudice che ha emesso il provvedimento impugnato affinché, uniformandosi ai principi di diritto indicategli dalla Suprema Corte, decida di conseguenza con nuova sentenza.

La Corte di Cassazione rappresenta l’ultimo grado di giudizio, pertanto le sentenze pronunciate dalla stessa non sono più impugnabili e nei casi di condanna a pena detentiva la conseguenza per l’imputato sarà l’immediata traduzione in carcere. Se l’imputato è straniero avrà invece inizio il procedimento di estradizione verso l’Italia.

Lo studio legale Arnone&Sicomo si avvale di avvocati abilitati al patrocinio davanti alla Corte di Cassazione. Gli avvocati cassazionisti dello studio sono infatti iscritti ad un albo speciale e si occupano di ricorsi sia in materia civile che penale.

Ogni caso viene esaminato con la massima attenzione, vagliando tutte le ipotesi di violazione di legge che si siano configurate nei precedenti gradi di giudizio.

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