Annullamento matrimonio religioso: come ottenerlo?

Dire ''annullamento matrimonio religioso” o parlare di “annullamento della Rota” o di “divorzio cattolico” è errato.

Invero, per il diritto canonico tali espressioni non esistono, in quanto l'unica soluzione riconosciuta per lo scioglimento del vincolo matrimoniale è la nullità del matrimonio.

Per la dottrina cattolica il matrimonio è uno ed indissolubile e dunque non ammette cause di annullamento o risoluzione, bensì solo cause che ne determinano la nullità all'origine.

Competente a dichiarare la nullità è il Tribunale Ecclesiastico del luogo di celebrazione o del domicilio della parte convenuta, di parte attrice o del luogo in cui si trovano la maggior parte delle prove.

E' bene rilevare che la sentenza di nullità emessa dal Tribunale Ecclesiastico non produce effetti nel nostro ordinamento. Ovvero per far si che li produca e che sia efficace è necessario incardinare la procedura di “delibazione” dinanzi alla Corte d’Appello nel cui distretto è compreso il Comune ove è stato trascritto il Matrimonio Concordatario.

La delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio concordatario fa venir meno retroattivamente gli effetti civili dello stesso, fin dal giorno della sua celebrazione. Tuttavia, rimangono validi i rapporti di filiazione e gli obblighi giuridici che ne derivano.

Annullamento matrimonio religioso e nullità: le differenze 

Da quanto anticipato è deducibile che la differenza tra le espressioni nullità ed annullamento del matrimonio religioso interessa esclusivamente gli effetti civili dello stesso.

Invero:

- la nullità concerne l’idoneità giuridica del matrimonio a realizzare la sua funzione. Un matrimonio dichiarato nullo non produce effetti e conseguentemente ci si può risposare in Chiesa;

- l’annullabilità tutela la libertà del matrimonio come atto di autonomia.

La differenzia sostanziale tra i due istituti, invece, è la seguente:

- nullità: l’azione è imprescrittibile; la legittimazione è accordata a chiunque ne abbia interesse e non esiste nessuna possibilità di sanatoria. Altresì, l’azione di nullità non può essere esperita dal PM dopo la morte di uno dei coniugi e non è trasmissibile agli eredi, se non nel caso di litispendenza.

- Annullabilità assoluta: l’azione si prescrive nel termine ordinario di dieci anni; la legittimazione è accordata a chiunque ne abbia interesse ed è consentita la sanatoria.

- Annullabilità relativa: l’azione si prescrive nel termine ordinario di dieci anni; la legittimazione spetta solo ad alcune persone ed è consentita la sanatoria.

Per quanto concerne i vizi, la cui sussistenza fa scaturire uno o l’altro effetto, gli stessi sono:

- nullità: vincolo di un precedente matrimonio, il ritorno del presunto coniuge morto, il rapporto di parentela, affinità e adozione; il delitto.

- annullabilità assoluta: vincolo di parentela ed interdizione giudiziale.

- annullabilità relativa: minore età ed incapacità di intendere e volere.

Annullamento matrimonio religioso e nullità: le motivazioni secondo il diritto canonico h2

I motivi di nullità del matrimonio riguardano la mancanza della forma canonica, la presenza di impedimenti dirimenti non dispensati, un vizio o difetto del consenso.

Gli impedimenti che secondo il diritto canonico determinano la nullità del matrimonio si possono dividere in:

- Impedimenti che riguardano la capacità personale;

- Impedimenti che sorgono da comportamento delittuoso;

- Impedimenti da vincolo coniugale, che sorgono a seguito di;

Vi sono poi i vizi del consenso, ovvero:

- l’apposizione di condizioni al consenso matrimoniale, coompresa la riserva mentale e la simulazione che si hanno allorquando i coniugi, prima di sposarsi, si mettono d’accordo per non adempiere agli obblighi e non esercitare i doveri matrimoniali;

- l'esclusione, da parte di uno dei coniugi, di porre in essere le finalità essenziali del matrimonio religioso, come la procreazione, la fedeltà e l’indissolubilità del vincolo matrimoniale;

- l’errore sulla persona ovvero sulla identità fisica del coniuge o sue specifiche qualità;

- la violenza fisica o il timore;

- l’impotenza, da non confondere con la sterilità che non è causa di nullità di un matrimonio a meno che non incida sulla formulazione del consenso nuziale;

- matrimonio rato ma non consumato;

- “il mammismo”, da intendersi come la difficoltà del coniuge a staccarsi dai genitori.

Annullamento matrimonio religioso: le novità di Papa Francesco 

Non può non parlarsi, altresì, delle novità introdotte nel 2015 in materia di nullità del matrimonio da Papa Francesco, le quali possono così sintetizzarsi:

- snellimento procedura di nullità, nei casi in cui i motivi di nullità del matrimonio risultano evidenti. A decidere non è la Sacra Rota bensì il Vescovo diocesano. Invero, la nullità del matrimonio /divorzio breve può essere dichiarato in presenza della mancanza di fede, della brevità della convivenza coniugale, di aborto procurato, di un'ostinata permanenza in una relazione extraconiugale, di occultamento della sterilità.

La celerità del nuovo procedimento fa si che oggi per ottenere la dichiarazione di nullità del matrimonio non sia più chiesta la doppia sentenza conforme. Oggi basta un semplice ed unico grado di giudizio ed un'unica sentenza favorevole che dichiari nullo il matrimonio.

- estensione della competenza del Tribunale Ecclesiastico anche alla parte attrice che abbia domicilio o quasi domicilio nell’ambito della giurisdizione del Tribunale stesso;

- possibilità di instaurare un procedimento processuale assai più veloce per cui la causa di nullità assume la forma di causa “breviore” ovvero processualmente breve nei seguenti casi:

  1. accordo delle parti, anche sul contenuto del ricorso introduttivo;
  2. il capo di nullità o i capi di nullità debbono essere alla luce dei fatti così evidenti da non richiedere ulteriori indagini.

Annullamento matrimonio religioso: cosa fare in caso di tradimento? 

Alla luce di quanto finora detto viene da chiedersi se il tradimento possa essere motivo di nullità o annullamento del matrimonio religioso.

Anche qui, per rispondere,occorre distinguere i due ambiti, quello del diritto civile e quello del diritto canonico.

Per il diritto canonico l'infedeltà può determinare la nullità del matrimonio, allorquando la stessa sia frutto di una radicata volontà del coniuge di tradire fin dal momento della celebrazione, ovvero quella di non essere fedele affatto e non di un'azione imprevista e successiva. Si pensi al caso di un matrimonio che venga celebrato quando uno dei due nubendi abbia già un’amante e dunque si sposa con la consapevolezza e volontà che continuerà a tradire. Si parla di rifiuto all fedeltà come principio fondamentale del matrimonio.

Diversamente, per il diritto civile, il tradimento non dà motivo, di per sé, all’annullamento del matrimonio. Altresì, la nullità proclamata per questo motivo dalla Sacra Rota non cancella gli effetti civili del matrimonio.

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