Transfer pricing: diritto tributario e normativa 2019

Oggi approfondiamo il transfer pricing, il diritto tributario e la normativa ad essi associata.

Con l'espressione “transfer pricing” ci si riferisce a quell'operazione tesa a spostare reddito da un Paese ad un altro (di solito un Paese a bassa fiscalità) mediante l’applicazione, nei trasferimenti infragruppo, di corrispettivi diversi rispetto a quelli che sarebbero previsti tra imprese indipendenti, al fine di usufruire del minor carico fiscale.

In parole più semplici, il transfer pricing si consuma tra imprese facenti parte dello stesso gruppo multinazionale ed ha ad oggetto:

- la cessione di beni/servizi a prezzi inferiori rispetto e quelli praticati sul libero mercato;

- l'acquisto dei beni/servizi a prezzi superiori rispetto a quelli normali.

Per queste ragioni il transfer pricing viene considerato come strumento di elusione fiscale: i prezzi vengono manipolati per spostare i ricavi dal distaccamento dell’impresa multinazionale, all’impresa d’origine, situata in un paradiso fiscale e che vedrà applicata una tassazione più favorevole sugli utili.

Transfer pricing diritto tributario: come determinare il prezzo corretto? 

Il transfer pricing trova disciplina nell'ordinamento italiano nel disposto di cui all'art. 110, co. 7, del TUIR, il quale regola le modalità di determinazione del prezzo appropriato nel trasferimento di beni e servizi intangibili in operazioni infra gruppo, ovvero intercorrenti tra imprese collegate residenti in Paesi a fiscalità differenti.

Tale disciplina normativa è nata al fine di verificare:

- la conformità dei trasferimenti al principio di libera concorrenza dei mercato;

- la corrispondenza tra il prezzo praticato nelle operazioni tra imprese associate e quello che sarebbe stato pattuito tra imprese indipendenti operanti sul libero mercato in condizioni di libera concorrenza.

Nel dettaglio, la normativa ad esame statuisce che i componenti del reddito derivante da tali operazioni debbono essere valutati in base al valore normale dei beni ceduti, dei servizi prestati e dei beni e servizi ricevuti, determinato secondo le indicazioni fornite dall’art. 9 del Modello di Convenzione OCSE che accoglie il principio di libera concorrenza.

Sulla base delle linee guida adottate dall’OCSE i contribuenti e le Amministrazioni Fiscali sono tenute a valutare le transazioni sul libero mercato e le attività commerciali di imprese indipendenti, confrontandole con le transazioni e le attività delle imprese associate.

Diversi sono i metodi di determinazione del prezzo appropriato fra imprese dello stesso gruppo:

metodo del confronto del prezzo praticato tra le imprese del gruppo, con quello utilizzato da imprese indipendenti in transazionisimili o da un'impresa associata con un soggetto esterno al gruppo. Se vi è una differenza tra i due prezzi, ciò può indicare che le condizioni delle relazioni commerciali e finanziarie delle imprese associate non rispettano il principio di libera concorrenza;

- metodo del prezzo di rivendita si riferisce al prezzo a cui un prodotto che è stato acquistato da un'impresa associata è rivenduto ad un'impresa indipendente;

- metodo del costo maggiorato considera innanzitutto i costi sostenuti dal fornitore di beni (o servizi) in una transazione tra imprese associate per beni trasferiti o servizi forniti ad un acquirente collegato;

- metodi basati sull'utile delle transazioni

1. metodo del margine netto della transazione;

2. metodo di ripartizione dell’utile.

Una corretta analisi di comparabilità volta a verificare se il trasferimento beni/servizi sia avvenuto a valori “normali” è il seguente:

- individuare tutte le transazioni infragruppo e gli anni oggetto delle transazioni;

- individuare il metodo per la determinazione dei prezzi di trasferimento infragruppo e, a seconda del metodo, individuazione dell’indicatore finanziario più adatto al caso;

- definire i prezzi di mercato;

- giustificare l’eventuale differenza tra il prezzo praticato e il prezzo di mercato;

- analisi generale delle circostanze riguardanti il contribuente;

- interpretazione e uso dei dati raccolti e individuazione della remunerazione conforme al principio di libera concorrenza.

Transfer pricing, diritto tributario e rilevanza penale 

Questione particolarmente dibattuta in materia di transfer pricing, diritto tributario e rilevanza penale riguarda l'onere della prova circa la genuinità o meno dell'operazione, ovvero se ciò gravi sul contribuente o sull'amministrazione finanziaria.

Un primo orientamento della Suprema Corte (sentenza n. 21410/2017) sancisce che spetta alla società verificata/contribuentedimostrare l'assenza di politiche elusive nella determinazione dei prezzi di trasferimento intercompany, ovvero che le transazioni poste in essere siano intervenute a valori di mercato da considerarsi normali.

Un secondo orientamento della Suprema Corte sezione Tributaria (sentenza n. 6656/2016), invece, prevede che grava sull’Amministrazione finanziaria l’onere di dimostrare che un’operazione antieconomica realizzata mediante transazioni effettuate con una società controllata o controllante estera sia riferibile ad un maggiore reddito imponibile.

Nonostante il dibattito intervenuto negli anni, oggi la giurisprudenza sembra essersi conformata ad un unico principio, secondo cui l’onere della prova della potenziale elusione fiscale e dei suoi presupposti ricade principalmente sull’Ufficio che intende operare le rettifiche reddituali.

Altresì, una novità 2019 che merita essere menzionata, è il venir meno della rilevanza penale dei trasferimenti di prezzi.

Invero, con il D.Lgs. n. 158/2015 si è modificata la disciplina del reato di dichiarazione infedele, con la conseguente perdita di rilevanza penale del transfer pricing. Conseguentemente, le questioni concernenti la non corretta applicazione dei criteri tecnici inerenti ai prezzi di trasferimento ad oggi non possono più essere oggetto di denuncia al PM.

Transfer pricing diritto tributario: come possiamo aiutarti? 

Gli studi più recenti e gli scambi commerciali a livello internazionale mostrano le problematiche connesse al transfer pricing e costituiscono ormai una questione chiave in ambito tributario.

Lo studio Arnone&Sicomo offre consulenza in materia di transfer pricing.

Lo Studio supporta la propria clientela nelle analisi e nelle valutazioni relative alla normativa internazionale sul transfer pricing, attraverso l’analisi approfondita della documentazione proposta dalla società cliente siamo in grado di consigliare il miglior metodo da seguire ai fini della definizione di un prezzo di libera concorrenza nel mercato internazionale.

I servizi forniti includono anche la preparazione della relativa documentazione nel rispetto degli standard richiesti dalla normativa vigente e l’assistenza legale nei contenziosi fiscali e tributari.

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