Rapporti commerciali italia-Iran: cosa succede dopo le sanzioni Usa di Trump?

Rapporti commerciali italia-Iran: una panoramica per capire meglio cosa succede 

I rapporti commerciali dell'Italia con l'Iran seguono il flusso degli avvenimenti politici, è inutile negarlo.

L'Iran con i suoi 80 milioni di abitanti detiene un primato nella produzione di idrocarburi, non a caso le sue riserve di petrolio sono le quarte al mondo, mentre quelle di gas naturale le seconde.

Posto che l'economia è strettamente ancorata al prezzo del greggio, che resta la maggior voce di importazione e di finanziamento pubblico, è innegabile che l'Iran nel mercato mondiale abbia un peso alquanto rilevante.

I rapporti dell'Iran con i Paesi Occidentali, negli ultimi anni, non sono stati dei più floridi, proprio a causa della politica aggressiva del Paese e dell'attività impiegata nel settore nucleare, che ha portato all'irrogazione di sanzioni al fine di disincentivarla.

Una ripresa per il Paese sembrava essere avvenuta con la stipula del JCPoA, accordo sul programma nucleare iraniano del 14 luglio 2015, sottoscritto da numerosi Paesi, quali Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Germania, Russia, Cina e diversi dell’ UE, entrato in vigore ad ottobre 2015, con il quale erano state sospese le sanzioni irrogate all'Iran per la sua attività nel settore nucleare.

Stante il rapporto positivo reso dall'International Atomic Energy Agency, l'applicazione delle sanzioni nei confronti dell'Iran ha visto un arresto, con la previsione della abolizione di ulteriori limitazioni entro il 2023 e l’interruzione definitiva nel 2025.

Per effetto di quanto sopra, gli USA avevano sospeso le sanzioni secondarie relative al programma nucleare iraniano, mentre erano rimaste in vigore quelle primarie e quelle secondarie non relative al nucleare.

Questo era quanto prospettato dai paesi firmatari all'atto del JCPoA, ribaltato completamente dalla politica di Trump, come vedremo qui di seguito.

Rapporti commerciali italia-Iran: cosa succede dopo le sanzioni Usa di Trump del 2019?

Come anticipato, il piano di abolizione delle sanzioni nei confronti dell'Iran, irrogate originariamente in virtù del programma nucleare attuato, introdotto con la stipula degli accordi JCPoA, ha visto un arresto da parte del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale, ha pensato bene di ritirare gli USA dall'accordo e di reintrodurre sanzioni all'Iran, al fine di disincentivare l'atteggiamento aggressivo adottato dal Paese in politica estera.

La decisione presa, dunque, non nasce da alcuna violazione commessa dall'Iran circa l'accordo sul nucleare, bensì è legata esclusivamente ad una strategia della casa bianca concernente l'intenzione di convincere l'Iran a rinegoziare l'accordo preso sul nucleare e su altre questioni rimaste fuori dagli accordi, quali lo sviluppo del programma missilistico e la politica estera.

Le sanzioni reintrodotte nei confronti dell'Iran sono:

- divieto di usare ed acquistare il dollaro americano per le transazioni;

- divieto di commercio con gli Stati Uniti di metalli preziosi ed oro e di macchine prodotte in Iran;

- divieti in ordine alla vendita diretta o indiretta, la fornitura e il trasferimento verso o dall’Iran di grafite, metalli grezzi o semilavorati quali alluminio, acciaio, carbone e software per l’integrazione dei processi industriali;

- revoca di permessi per l’esportazione di tappeti e cibo iraniano, come i pistacchi;

- divieto di vendita all’Iran di aerei e parti di aerei statunitensi ed europei;

- divieti anche sul settore dell’automotive iraniano.

Altresì, Washington intende ulteriormente applicare sanzioni che colpiscano il petrolio, i prodotti petroliferi e prodotti petrolchimici, nonché le transazioni di istituzioni finanziarie straniere con la Banca Centrale dell'Iran e con le istituzioni finanziarie iraniane indicate nel National Defense Authorization Act (Ndaa), inoltre, sanzioni sulla fornitura di servizi di messaggistica finanziaria specialistica, resi a favore della Banca Centrale iraniana e di altre istituzioni finanziarie iraniane, e sulla fornitura di servizi di assicurazione ed assunzione del rischio, nonché l'energia.

Ed ancora, il Governo statunitense revocherà le General License H che autorizzava i soggetti stranieri US-owned o US-controlled a effettuare determinate transazioni con il governo iraniano, e reinserirà sulla Lista SDN (List of Specially Designated Nationals and Blocked Persons) i soggetti che a seguito della firma del JCPoA erano stati rimossi.

Nel silenzio dell'Iran circa tale cambio di rotta, l'UE si è espressa con dissenso, in quanto tale politica di Trump metterebbe a rischio gli accordi presi finora, intaccherebbe la credibilità dell'Europa rispetto agli Stati terzi e danneggerebbe le aziende europee che dopo la firma dell’accordo sul nucleare hanno iniziato ad investire nel Paese.

Per tale motivo, la Commissione europea ha già annunciato la riattivazione del cosiddetto “blocking statute”, un regolamento datato anni Novanta e integrato da con un regolamento delegato del 6 giugno 2018 che dovrebbe permettere alle aziende europee di ignorare le nuove sanzioni statunitensi all’Iran, senza il rischio di essere a loro volta penalizzate.

Rapporti commerciali italia-Iran: le conseguenze per l'Italia 

Le sanzioni che Trump ha applicato all'Iran , di riflesso, tendono ad intaccare anche i rapporti commerciali Italia-Iran, così come il resto dei Paesi europei che con l’Iran hanno concluso affari.

Seppur infatti una parte delle sanzioni va a colpire direttamente le aziende ed i cittadini statunitensi in quanto è vietato fare affari con l’Iran, un’altra parte delle sanzioni ha natura extraterritoriale, ovvero estende il divieto a qualunque società, ovunque abbia sede, vietando transazioni economiche non soltanto in dollari ma anche in qualsiasi altra valuta, se la società interessata ha succursali negli Stati Uniti.

In pratica, tutto il mondo è obbligato a conformarsi alle sanzioni USA.

L’Unione Europea negli anni passati ha cercato di rivedere l’extraterritorialità delle sanzioni e obbligare le aziende europee a non rispettare le sanzioni contro l’Iran, ma tutti questi tentativi non si sono praticamente mai tradotti in leggi nazionali.

Rapporti commerciali italia-Iran: cosa fare? 

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