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Esportare in Cina

Esportare in Cina: perché investire nella Repubblica Popolare Cinese? 

Esportare in Cina è la nuova tendenza, il nuovo modo di fare business.

Da diverse ricerche di settore compiute, si è appreso che l’interesse della popolazione cinese, verso il made in Italy, è in continua crescita e le ragioni sono:

  • amore per il cibo italiano, non a caso i prodotti più esportati sono il vino, l’olio d’oliva, la pasta ed i prodotti caseari, nonché lo spumante. Senza tralasciare ovviamente l’attenzione verso il settore moda;
  • la Cina presenta un costante aumento del reddito pro capite ed un crescente  incremento della fascia di popolazione considerata agiata, maggiormente interessata ai prodotti italiani e con un potere economico sufficiente a poterli acquistare;
  • passione nel fare shopping in Italia, ciò ha indotto molti imprenditori cinesi ad acquisire pacchetti azionari di grandi brand italiani;
  • la Cina gode di una disposizione geografica strategica, che agevola l’e-commerce, ovvero, la sua notevole estensione territoriale disincentiva l’apertura di punti vendita in ogni città, a favore della compravendita on line dei prodotti italiani.

Cosa esportare in Cina? Leggi tutto ciò che è legale far arrivare in Cina. 

Il processo di democratizzazione della Cina ha permesso di esportare in Cina molti prodotti e beni e ha favorito l'attività di import - export della Cina con il mondo.

I prodotti italiani di maggiore popolarità che vengono più acquistati, senza badare a spese, dai cinesi sono: opere d’arte, articoli da collezione, cereali, prodotti caseari, zucchero, carne, pesce, abbigliamento, animali vivi, caffè, the, spezie, metalli preziosi, monete, gemme, cotone, medicinali, bevande alcoliche, cacao, pellami, abbigliamento, veicoli, pellicce, legnami, cereali, olio ed altri tipi di prodotti alimentari.

E’ fatto noto, inoltre, che la Cina ha sempre nutrito interesse nell’acquisto di prodotti elettromeccanici e di minerali ferrosi, di alluminio e soia, ma, al giorno d’oggi, ciò che ha letteralmente conquistato il cuore, ovvero il gusto, dei cinesi è il vino italiano.

Nonostante l’austerità, la Cina è il più grande mercato enologico del mondo e i consumatori cinesi continuano a mostrarsi attivi nell’acquisto del vino italiano, prediligendo le bollicine ed i vini passiti. Infatti, attualmente si parla molto di esportare vino in Cina.

A tal proposito, non a caso, sono nate delle startup, molto in voga al momento, che agevolano le relazioni tra cantine italiane e distributori cinesi.

Esportare in Cina: i dazi doganali cinesi e le riduzioni tariffarie

Importare in Cina qualsiasi merce prevede l’applicazione di dazi, imposta sul valore aggiunto ed imposta di consumo. Il dazio è calcolato sulla base di aliquote differenziate per tipologia ed origine del  prodotto.

Le tasse doganali in Cina variano a seconda dell’aliquota applicata al singolo prodotto; risulta ridotto nei paesi, come l’Italia, che fanno parte del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio).

Riduzioni tariffarie sono, altresì, contemplate per alcune categorie di prodotto, per lo più di genere alimentare, e per le Zone Economiche Speciali, Zone di Sviluppo Economico e tecnico, Parchi per i Progetti di Sviluppo ad Alta tecnologia e per i materiali necessari per la realizzazione dello stadio e per le donazioni effettuate in vista delle olimpiadi 2022.

Esportare dalla Cina, invece, non prevede dazi ed IVA, ad eccezione delle materie prime rare.

Per gli acquisti di modico valore effettuati su internet o su determinate piattaforme, la normativa riconosce l’applicazione di specifiche esenzioni, così come per il materiale pubblicitario e per i campioni commerciali.

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