Se il datore di lavoro non paga: cosa fare per recuperare gli stipendi non pagati

Datore di lavoro non paga: i diritti del lavoratore 

Tra i maggiori diritti riconosciuti al lavoratore vi sono certamente quello di ricevere una busta paga senza irregolarità e quello di vedersi versare in tempo lo stipendio.

Non rari, tuttavia, sono i casi in cui il lavoratore riceve lo stipendio in ritardo o addirittura non lo riceve affatto, o ancora gli viene corrisposto in maniera difforme rispetto alla busta paga. In tutti questi casi, il legislatore mette a disposizione del lavoratore diverse forme di tutela.

In via principale, qualora il lavoratore si veda consegnare una busta paga difforme rispetto a ciò che gli spetta, sarà opportuno non firmare la busta paga per “quietanza”, apponendo semplicemente sulla stessa una dicitura come, ad esempio, “per ricevuta e presa visione”, al fine di conferirgli valenza probatoria circa il credito vantato.

Datore di lavoro non paga: ecco cosa puoi fare per richiedere gli stipendi non pagati 

Nel caso in cui il datore di lavoro non pagasse lo stipendio ci si può avvalere dei seguenti strumenti:

messa in mora, con la quale si sollecita il datore di lavoro al pagamento delle retribuzioni non pagate. La messa in mora può farsi senza assistenza dell’avvocato, tranne nei casi in cui il debito derivi da fatto illecito, il debitore abbia dichiarato per iscritto di non voler eseguire l’obbligazione o è scaduto il termine, se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore;

conciliazione, interpellando gratuitamente la Direzione Territoriale del Lavoro, al fine di avviare una procedura di conciliazione che può essere facoltativa o monocratica;

decreto ingiuntivo, quale ordine di pagamento che si ottiene dal Tribunale del lavoro ad esito di un procedimento breve, qualora il lavoratore sia in possesso di una certificazione di credito;

causa ordinaria, anche se il lavoratore è privo di regolare contratto o anche della certificazione di credito, avvalendosi in tali casi di prove testimoniali o altri documenti utili ai fini di supportare la propria pretesa creditoria e provare l’esistenza del rapporto di lavoro;

dimissioni senza preavviso, inviando al datore di lavoro comunicazione e indicando il mancato pagamento del salario come motivo delle dimissioni per giusta causa. Il lavoratore avrà diritto a beneficiare del sussidio di disoccupazione;

esecuzione forzata sui beni mobili, immobili, conti correnti etc… di proprietà del datore di lavoro;

fallimento.

Il diritto di credito da lavoro dipendente, con riferimento alla retribuzione mensile e le indennità a essa collegate la legge prevede una prescrizione di 5 anni.

La prescrizione di 5 anni opera anche:

1) per la liquidazione del TFR;

2) l’indennità di buonuscita;

3) per tutte le altre indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro.

Datore di lavoro non paga: il ricorso al Giudice del Lavoro 

Qualora il datore di lavoro non paghi gli stipendi e non dovessero risultare soddisfacenti i diversi e più bonari rimedi, quali la messa in mora o la conciliazione presso l’istituto DTL, il lavoratore potrà intraprendere un’azione giudiziaria, presentando un ricorso al Tribunale del Lavoro, al fine di ottenere l’emissione di un decreto ingiuntivo.

Con il decreto ingiuntivo il lavoratore otterrà dal Giudice del lavoro un ordine/ingiunzione di pagamento che viene emesso in virtù della una pretesa creditoria provata. Il decreto ingiuntivo emesso avrà valore di titolo esecutivo, necessario ai fini di intraprendere un’eventuale esecuzione forzata nei confronti del datore di lavoro, in caso di sua inottemperanza.

Per tale procedura, seppur veloce e breve, sarà necessaria l’assistenza di un avvocato.

Una volta ottenuto il decreto ingiuntivo, lo stesso andrà notificato al debitore/datore di lavoro, il quale avrà a disposizione 40 giorni per adempiere o diversamente per fare opposizione.

In caso di opposizione del datore di lavoro, avrà inizio una causa ordinaria, più lunga ai fini del soddisfacimento della propria pretesa creditoria, salva in ogni caso la possibilità che il Giudice conceda la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo. In quest’ultimo caso il lavoratore potrà immediatamente agire con l’esecuzione forzata.

Decorsi inutilmente i 40 giorni, senza che il datore di lavoro paghi i presenti opposizione, il dipendente potrà procedere immediatamente con il pignoramento o con la richiesta di fallimento dell’azienda.

Nel caso in cui l’azienda venga dichiarata fallita, il lavoratore può insinuarsi al passivo del fallimento e chiedere che i propri crediti (cioè gli stipendi) gli vengano liquidati in via privilegiata, cioè prima che vengano soddisfatti tutti gli altri creditori non garantiti da privilegio (clienti, fornitori, etc.).

Il tuo datore di lavoro non ha pagato lo stipendio o hai degli stipendi non pagati, contattaci. 

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